Cosa sappiamo su Islam Makhachev? Dall’adolescenza con Khabib all’arrivo in UFC

UFC – Islam Makhachev a soli 29 anni è uno dei pesi leggeri che più stimola curiosità, e ci sono grandi nomi che ne assicurano il valore e che rinforzano la sempre più nitida possibilità che diventi campione. 

È stato allenato dal vate del Sambo, nonché padre di Khabib, Abdulmanap Nurmagomedov e si allena all’AKA capitanata da Javier Mendez sin dal 2012, quando arrivò insieme ad un altro Islam: Islam Mamedov. In palestra venivano chiamati “Islam rosso” ed “Islam nero” per via del colore delle magliette che indossavano, ma ben presto solo uno dei due si è affermato (l’altro è in PFL) e sta scalando i rankings dei pesi leggeri UFC. 

Compagno di allenamenti di Khabib fin dall’adolescenza, Makhachev è cresciuto allenandosi nel movimento del Sambo daghestano ed affermandosi nelle MMA russe, salvo poi essere chiamato in UFC nel 2015. Da lì tutte vittorie nette, tranne una sconfitta per TKO da parte di Adriano Martins ad UFC 192, e addirittura il record di meno colpi subiti per minuto (0.74) in cinque match.  Ad oggi, tra infortuni e peripezie pandemiche ha all’attivo nove incontri nella massima promotion di MMA mondiali. 

Spesso viene definito come un Khabib con uno striking migliore, la realtà è che a detta di Cormier e tanti altri, Islam sembra essere addirittura superiore a Khabib nella lotta, o comunque l’unico a saperlo davvero metterlo in difficoltà.

Javier Mendez, Daniel Cormier e Khabib Nurmagomedov stesso lo definiscono come il futuro campione dei pesi leggeri UFC e non hanno dubbi a riguardo. 

Abdulmanap lo ha cresciuto sportivamente ed umanamente ripetendogli che dopo suo figlio, sarebbe stato il campione, e a detta di alcuni, Khabib sarebbe sempre più convinto del suo ritiro proprio per lasciar libera la strada verso l’oro di Makhachev. 

In un’intervista recente, sempre “The Eagle” ha detto che Islam nel 2021 combatterà tre volte, la prima è stata ad UFC 259 contro Dober, vinta per arm triangle choke al terzo round, la seconda dopo la fine del ramadan a maggio e la terza a fine anno. E dopo la terza sarà in piena corsa per il titolo UFC. 

Daniel Cormier conferma e sostiene che Makhachev ha un potenziale esorbitante, tant’è che subito dopo il ritiro di Khabib, gli ha mandato un messaggio con scritto: “Adesso sei tu il campione” e non ha dubbi che a mantenere alto il nome dell’AKA ci sarà proprio lui. 

Infine Javier Mendez, coach all’AKA, dei suddetti e di tantissimi ex campioni sostiene che, tolto qualche colpo fortunato, non vede come Islam Makhachev possa perdere nuovamente in UFC, e anche lui non ha dubbi. 

Ora, può sembrare di stare a chiedere all’oste com’è il vino, ma è pur vero che la scuola di Abdulmanap Nurmagomedov annessa all’American Kickboxing Academy ha portato solo ad ottimi risultati, e che sia Daniel Cormier che Khabib sono sempre abbastanza precisi nelle loro analisi e previsioni (vedi Khabib sul declino di Ferguson). 

Personalmente sono molto curioso di ciò che Makhachev si rivelerà essere, nonostante non sia proprio un fan sfegatato né di Khabib né dello stile daghestano in generale. Credo che il potenziale ci sia e che possa essere molto interessante vederlo combattere con un top-10 a maggio e, in caso di vittoria, un top-5 a fine anno. 

La cosa di cui sono certo invece, è che a detta di tutti non abbiamo davanti un semplice nuovo Khabib, ma un Islam Makhachev. Ed ha un peso sulle spalle, quello del nome di Abdulmanap Nurmagomedov e quello dell’AKA. 

Published
1 anno ago
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Storie di MMA
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Written by Livio Ricciardi
Livio Ricciardi, classe 1998. Studente di Psicologia e Processi Sociali all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", influencer, cantante, stand-up comedian ma soprattutto appassionato e praticante di MMA. Però giuro che non mi prendo così sul serio.

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