UFC, Adesanya e il: “Ti stupro” a Kevin Holland. Il premier neozelandese lo condanna

UFC – Una questione delicata ha coinvolto il campione dei pesi medi Israel Adesanya riguardo alcune parole pronunciate da lui recentemente. Certe cose si possono dire ed altre no: cerchiamo di capire cosa è successo.

Tutto è nato dai bellissimi e infami social di cui tutti abbiamo un po’ la dipendenza. Più precisamente da Instagram e da una story che Adesanya ha indirizzato a Kevin Holland, dopo i commenti sgradevoli di quest’ultimo riguardo la sconfitta del campione subita da Blachowicz a UFC 259.

“Hey amico, ti stupro di brutto”.

Questa è stata la frase della story, immediatamente cancellata, che ha scatenato il putiferio. Letta da molte persone, essa ha procurato allo Stylebender enormi critiche non solo dai suoi fan indignati, ma perfino dal deputato neozelandese in persona Grant Robertson.

Il politico in questione assume su di sé anche i compiti che riguardano il ministero dello sport neozelandese, dunque per forza di cose ha dovuto prendere una posizione decisa sulla vicenda. Nonostante comunque abbia notato la buona volontà del campione nel cancellare la storia, in ogni caso ha reputato inaccettabile questo tipo di comportamento.

Il punto sta nel numero di follower, quasi 5 milioni, che hanno letto la parola “stupro”, usata in modo così leggero e fuori luogo. Lo stesso premier ha anche invitato UFC a prendere provvedimenti disciplinari al riguardo, come già successo in passato con Forrest Griffin e Miguel Torres, entrambi puniti.

Ecco le sue parole:

“Sono sicuro che Israel abbia capito, so anche che la vicenda in questione è finita lì, tuttavia sta a UFC decidere cosa fare. Deve essere chiaro a lui e a tutti: bisogna prendere il fenomeno dello stupro in modo molto serio”.

Dal canto suo, Adesanya ha preso queste critiche in modo serio e dunque ha pensato di agire allo scopo di rimediare. Stavolta ha aperto Twitter e ha fatto delle pubbliche scuse, aggiungendo il fatto che questa è stata per lui una lezione di vita.

In sostanza ha detto di aver oltrepassato i limiti e di non essersi reso conto della gravità delle parole espresse. Inoltre ha affermato che non era assolutamente sua intenzione voler ferire in tal modo i fan e le persone in generale.

Per ora UFC ancora non si è espressa a tal riguardo, tuttavia il tweet di Adesanya può aver aiutato nel migliorare la sua posizione in questa ambigua vicenda. Sicuramente la promotion americana ha il ruolo e il potere di applicare qualche sanzione se ritenuto necessario.

In tutto ciò, di certo il periodo che stiamo vivendo è quello più sbagliato per rilasciare affermazioni come quelle appunto espresse dallo Stylebender. Nello specifico in Nuova Zelanda, sembrerebbe che, per così dire, i media odino profondamente le MMA, e che di conseguenza essi abbiano alzato un gran polverone su parole, tutto sommato, fini a sé stesse.

Ondate di indignazione sono frequenti negli ultimi mesi, e ad ogni modo, le scuse di Adesanya sicuramente potranno sortire un effetto positivo. Non è questo il luogo per avanzare giudizi di valore su tali questioni, anche se sembra chiaro che è bene fare attenzione in generale a quel che si dice.

Tuttavia è bene anche evitare di polarizzarsi su parole che in ultima istanza, non avevano l’obiettivo di ferire, bensì soltanto quello di fare marketing e creare un po’ di baruffa. Proprio gli stessi polveroni di cui i media si alimentano, e per i quali allo stesso tempo si indignano andando a colpire dunque l’emotività di chi li segue.

E voi cosa ne pensate? Vi preghiamo di esprimere un giudizio pacato ed equilibrato senza scadere in giudizi banali e polarizzanti: ci fidiamo del vostro buon senso.

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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