Marvin Vettori: “Voglio essere un apripista, far vedere al mondo come combattono gli italiani”

Marvin Vettori – Oramai si conta in ore il tempo che manca all’incontro tra Marvin Vettori e Kevin Holland. Dopo l’infortunio di Till, il tira e molla per scoprire se avrebbe avuto un nuovo avversario, le scintille tra Vettori e Till su Instagram e l’intervento di Guè Pequeno siamo quasi arrivati al ritorno sull’ottagono di “The Italian Dream”.

Ecco, “The Italian Dream”. C’è sicuramente un motivo se Vettori non ha scelto di farsi chiamare “Cobra”, “Pitbull” o “Killer”. Chi segue questo sport con passione, sa qual è la situazione in Italia riguardo le Mixed Martial Arts: la loro diffusione, lo spazio che vi dedicano i media, il livello delle promotion italiane, il livello delle palestre per chi si vuole allenare e perché no, provare a diventare professionista. Da sempre gli atleti che arrivano ai massimi livelli in uno sport fanno puntare i riflettori del paese su di loro, influendo su tutto lo sport e sulla percezione di questo nel suddetto paese. Marvin Vettori ha avuto la possibilità di parlare proprio di questo, al podcast “Morning Kombat” (dal minuto 12:25):

Non c’è pressione, per me è un onore. Voglio far vedere al mondo come combattono gli italiani, il loro spirito combattivo, come loro intendono il combattimento. E’ un onore per me essere un apripista per gli altri italiani. È davvero bello quando le persone in un paese seguono uno sport solo grazie ad una persona. Davvero bello. Ci sono anche i lati negativi, dato che essere un pioniere porta anche molte difficoltà, ma per me è un onore. È magnifico rappresentare il combattimento in Italia, da italiano – è un onore. Voglio solo dare il mio meglio ed emergere vincitore.

C’è qualcosa in più in palio ogni volta che un fighter italiano combatte in UFC, la più grande federazione di MMA nel mondo. E più il livello si alza, più il piatto in gioco è sentito. Vettori questo lo sa bene, sa che sta combattendo anche per quelli che hanno scoperto le MMA grazie alle VHS americane negli anni ’90, a chi le ha scoperte per caso grazie a Brock Lesnar o Conor McGregor, a chi va a casa di amici per poter vedere gli incontri, a chi si fa le nottate per non perdersi i suoi incontri preferiti. A chi deve andare su internet, per poter parlare del suo sport preferito. Per allargare tutto il movimento italiano, per contribuire alla diffusione e alla cultura delle MMA in Italia.

Ha già fatto tantissimo ed è arrivato dove nessun altro italiano era mai arrivato ma non sembra avere nessuna intenzione di fermarsi: per lui l’obbiettivo rimane la cintura di campione del mondo.

La sua corsa per diventare il primo campione UFC italiano continua: l’appuntamento è il 10 aprile, ad UFC on ABC 2!

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1 anno ago
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Written by Viljar Ujkaj
Studente di Scienze Politiche all'Università di Pisa, avido fan di MMA dal 2010. La mia missione è contribuire il più possibile allo sviluppo e ad un'informazione corretta di questo bellissimo sport in Italia. Pugile a tempo perso, cintura bianca di BJJ, cintura nera in pignoleria.

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