UFC, chi è Joshua Fabia: l’uomo che ha distrutto il finale di carriera di Diego Sanchez

UFC – Tutti ne parlano, pochi hanno veramente capito, tanti non ne sanno nulla. Eccoci qua dunque a tentare di ricomporre il quadro, nella speranza di provare a fare chiarezza sui diversi aspetti di questa vicenda. Primo tra questi, chi è Joshua Fabia, colui che, in un modo o nell’altro, è riuscito a entrare a capofitto nella carriera di un fighter onorevole, che tanti bei momenti ha regalato al pubblico, quale Diego Sanchez è stato.

Il minimo che si può fare è cercare di trovare subito un punto di inizio, creare il contesto nel quale questa inquietante faccenda ha origine. Il loro incontro risale alla prima metà del 2019 quando Sanchez in rottura con il suo team storico Jackson-Wink MMA, decide di prendere la strada da solista e accettare il sostegno di una figura che molti dipingono come losca, cosa che purtroppo, dopo valutazione delle fonti, è doveroso confermare.

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Il nome di costui è Joshua Fabia, il fondatore di una sorta di associazione umanitaria chiamata “La scuola dell’autoconsapevolezza” il cui obiettivo è quello di aiutare le persone a ritrovare l’empatia, la compassione e l’amore per sé stessi. Tra le caratteristiche di questa associazione c’è anche l’offerta di insegnare la difesa attraverso le arti marziali, l’allenamento e i training generali utili al servizio militare. È un peccato tuttavia che nessun certificato abbia mai attestato tali capacità.

In realtà, per così dire, l’associazione vende particolari metodi di sopravvivenza, di autoguarigione, e mette l’esercizio della contemplazione e del respiro al centro della sua attività. Tutto ciò grazie al background marziale del suo fondatore, relativo al Systema, ovvero un metodo di combattimento derivato dalle arti marziali russe addirittura usato dai corpi speciali degli Spetsnaz: anche qua però non esiste un minimo di formalità per accertare competenze di questo tipo.

L’entrata di Fabia nella vita di Sanchez va a coincidere con il combattimento e la sconfitta di quest’ultimo subita da Michael Chiesa a UFC 239, a cui è seguita la controversa vittoria per un colpo illegale, contro Michael Pereira. In tutto ciò si vede il burattinaio Fabia da solo all’angolo di Sanchez, suggerire formule semi mistiche allo scopo di suscitare reazioni improbabili, le cui conseguenze in entrambi gli incontri, non hanno prodotto altro che subire lunghi domini a terra, e un patetico caricare di Sanchez verso l’avversario senza nemmeno lanciare colpi.

La loro vita insieme continua in modo strambo, con video che riproducono le modalità pazze di allenamento di Fabia, consistenti nel correre dentro l’ottagono brandendo coltelli mentre gli avversari scappano all’impazzata. Altra follia è stata l’invenzione da parte di Fabia del “colpo della morte”, che avrebbe dovuto portare Sanchez a uccidere Chiesa, cosa che ovviamente ha suscitato ilarità nell’ambiente delle MMA e nello specifico in quello UFC.

Le critiche cominciano a piovere su Sanchez e in particolar modo su Fabia, che dal canto suo inizia ad accusare UFC per un presunto mancato rispetto nei confronti del suo fighter, dichiarando le condizioni fisiche e mentali estreme con cui il povero Sanchez ha avuto a che fare negli anni passati ma anche nel presente. Da qui in poi, è storia dell’oggi e del rilascio da parte di UFC dopo 16 anni di onorata carriera, di The Nightmare proprio alla vigilia del match contro Donald Cerrone, in qualche modo recuperato grazie alla disponibilità di Alex Morono.

Il rilascio non è stato ancora ben chiarito, sebbene alla base sembrerebbero esserne state la causa le condizioni psico-fisiche dello stesso Sanchez, e forse la richiesta di Fabia di ottenere delle certificazioni che attestassero i danni subiti dal fighter in tutta la sua carriera in UFC. Delirante inoltre è stato il pre-meeting del match, dove Fabia, davanti ai commentatori della promotion, irrompe la scena arringando un’ignobile difesa per il suo pupillo inerme. Imbarazzante è anche stato il momento in cui Fabia ha tentato durante la colazione, di far leva verbalmente su Matt Serra, amico e collaboratore di Dana White, suscitando ovviamente l’infastidita nonché puntuale reazione dell’ex campione welter.

Diego Sanchez parla di questo soggetto come di un mentore, il suo migliore amico, colui che lo ha salvato dalla perdizione, quello che lo ha consolato nei momenti bui quando tutti lo scansavano, insegnandogli a essere un uomo migliore nonché un buon padre per i suoi figli. Da queste parole non risulta facile entrare nella mente di The Nightmare, sebbene invece non sia difficile pensare come tristemente egli sia rimasto ipnotizzato dal magnetismo del suo coach, o per onestà meglio dire, finto coach.

C’è chi dice che Fabia stia facendo tutto questo per ingannare Sanchez allo scopo di rubargli soldi, circuendo una persona che chissà per quali motivi, ed è evidente che ce ne siano, almeno attualmente sembra aver perso la bussola. A conferma di ciò determinanti sembrano essere le sue ultime e controverse dichiarazioni riguardo il terrore di rimanere prima o poi ucciso da qualcuno dietro commissione UFC.

Verrà adesso proposta una metafora abissale, utile soltanto a fornire una chiave di lettura per comprendere una realtà che corrisponde a tutta questa situazione, ma anche a tante altre: storie che spesso nemmeno ci si accorge di sfiorare perché mascherate in diverse forme e intensità.

Quasi 80 anni fa, quando Hitler morì, le persone al suo seguito dicevano di essere state completamente soggiogate dal suo carisma, ridotte a brandelli mentalmente da un certo fascino che descrivevano come un misto tra asservimento e seduzione sessuale. Da un lato, un po’ cercavano di scaricare le loro responsabilità sugli orrori che erano appena avvenuti, mentre dall’altro dicevano la verità, subivano veramente un dominio assoluto che guidava nella realtà le loro azioni personali.

In tutto ciò il vero carisma di Hitler non era quello che lui stesso produceva, bensì la materializzazione di un’idea riguardo ciò che loro si aspettavano da un leader, un trascinatore che potesse orientare la loro vita. I tedeschi dell’epoca non avevano più riferimenti esistenziali, e avevano bisogno di un salvatore, di un qualche liberatore che tra deliri e forza bruta, portasse ordine alle loro vite sconvolte da guerre, orrori continui e soprusi. Purtroppo in questa triste storia, il profilo appena descritto appartiene all’approfittatore Joshua Fabia, un demiurgo che con strumenti nemmeno troppo sottili ha saputo e sa come trasformare poveri diavoli in flessibili marionette.

Diego Sanchez invece, duole scriverlo, è come quei tedeschi. Ha fatto guerre continue e pazzesche, e durante la sua vita evidentemente ha dovuto affrontare anche delle ingiustizie. In un certo momento The Nightmare non ha trovato più riferimenti a cui appigliarsi, tanto che il suo cervello, probabilmente anche a causa dei colpi subiti o qualche tipo di droga, ha avuto la necessità di trovare un qualcuno che lo aiutasse a ricomporre il quadro, inventando soluzioni semplicistiche e bizzarre. Delle modalità grazie alle quali potesse finalmente trovare ordine nella sua esistenza, un ordine che purtroppo corrisponde solo apparentemente con la realtà della vita del lottatore UFC che tanto abbiamo amato, e che irrimediabilmente lo sta portando verso una squallida deriva, se non lentamente a un decisivo atto finale.

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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