UFC, Shane Burgos: ”Come se mi avessero spento l’interruttore delle gambe”

UFC – Shane Burgos vs Edson Barboza, premiato come Fight of the Night a UFC 262, è stato senza dubbio un incontro duro e contundente.
Ma a determinarne il ricordo, è stato un epilogo particolare, segnato da un KO che difficilmente abbiamo visto.
Al terzo round, dopo i tantissimi scambi intensi, Burgos incassa un jab è un gancio destro. Sembra averli assorbiti bene ma improvvisamente… si spenge cadendo all’indietro.
Tutto il mondo, compreso lo staff, era preoccupato per lo stato di salute dell’atleta statunitense.

“Fisicamente mi sento abbastanza bene”, ha detto Burgos.
“Ho qualche bernoccolo e qualche livido, ma nessun mal di testa o roba del genere. Mi sento dannatamente bene. Sono pronto a tornare ad allenarmi. Ho una voglia matta di farlo ma, ovviamente, sto andando sul sicuro. Ho una famiglia e prendo la mia salute molto seriamente, quindi me la sto prendendo comoda. Sono in grado di andare in bicicletta e cose del genere, quindi lo sto facendo praticamente ogni giorno. A parte questo, non vedo l’ora di tornare ad allenarmi.”

“Mentalmente, sono incazzato. Sono davvero incazzato e infastidito, ma è così e non posso fare nulla per cambiarlo, quindi l’ho accettato e lo supererò. Non ho intenzione di sedermi e rimuginarci sopra. Ma quando mi chiedete come sto, la prima cosa che penso è che sono solo fottutamente arrabbiato, amico. Fa male“.

Barboza ha colto la sua seconda vittoria da quando è passato ai pesi gallo.
Per Burgos invece, è la seconda sconfitta consecutiva, dopo una decisione unanime contro Josh Emmett a UFC on ESPN 11 lo scorso giugno in uno dei combattimenti più emozionanti del 2020.

“Mi sentivo benissimo, la fight week è stata tranquilla, il taglio del peso è stato così facile. Non ho davvero scuse. Sono solo stato preso e credo che questa sia la parte più frustrante. Forse se avessi una scusa sarebbe più facile da accettare, ma non avere scuse fa male. Per di più, ho solo tre sconfitte in assoluto e tutte e tre sono arrivate al terzo round. Tutte e tre quelle sconfitte sono arrivate contro ragazzi top – 10 e tutte e tre quelle sconfitte sono arrivate contro avversari davvero forti. Mi hanno semplicemente preso al terzo round, che è la parte ironica perché mi sento sempre così dannatamente bene andando al terzo round. In allenamento vado bene e mi sento sempre fenomenale nell’ultimo round. Che succeda tre cazzo di volte, è come se… che cazzo!

“E ogni volta mi sono sentito come se fossi migliorato. La prima volta (contro Calvin Kattar a UFC 220) sono stato pigro e mi sono fatto sorprendere. La seconda volta, sono stato imprudente a correre verso Emmett, e poi questa volta, ho solo tirato il pugno senza coprirmi bene. È super frustrante perché mi sento come se avessi fatto le cose giuste”.

Burgos ha detto che dopo l’evento stava bene e che ricordava tutto ciò che è accaduto. A “Hurricane” è stato chiesto di raccontare il momento in cui Barboza lo ha colpito a terra, fino all’arrivo dell’arbitro.

“La cosa più strana è che mi ricordo tutto, cosa di cui tutti si sorprendono”, ha spiegato Burgos. “Non ho nessuna perdita di memoria. Quindi stavamo combattendo, io ho messo il jab, l’ho portato dietro alla testa e lui ha tirato un destro fottutamente veloce. Non l’ho nemmeno visto. È stato come, boom, mi ha colpito. Mi sentivo come se la mia visione stesse lentamente diventando a tunnel, le mie gambe si stavano lentamente spegnendo. Era come se qualcuno avesse abbassato il volume del funzionamento delle mie gambe. Mi sono detto: “Non riesco a stare in piedi, che cazzo sta succedendo?”

Alla conferenza stampa post – combattimento di UFC 262, il presidente della UFC Dana White ha dichiarato di aver detto a Burgos di andare subito all’ospedale.
E così ha fatto, ma si è rivelata un esperienza più avventurosa del previsto.

“Dana è stato forte, è venuto da me dopo il combattimento e mi ha detto di non preoccuparmi dei media o di cose del genere e di andare direttamente in ospedale. Così mi hanno mandato all’ospedale e mi sentivo davvero bene, il che è stato super frustrante ed è stato semplicemente fastidioso. Arrivò in ospedale e mi fanno aspettare. Probabilmente sono arrivato verso le 21:45 e non sono tornato all’hotel fino alle 3:15. Sono stato lì per molto tempo.”

Mi hanno fatto una TAC alla testa ed è venuta bene, ma ci è voluta un’eternità per fare la TAC. Ero seduto lì a girarmi i pollici, abbiamo dovuto mangiare il cibo della mensa dell’ospedale, e c’erano anche un paio di altri combattenti. Ero lì con Jacare, è stato lì dentro per ore. Nel giro di un’ora che eravamo lì, quattro persone sono arrivate con ferite d’arma da fuoco. È stato pazzesco. Ho visto un tizio che veniva rianimato su una barella. L’hanno portato nella mia stanza è un ragazzo era sopra il suo petto per rianimarlo. Volevo solo uscire da lì, cazzo”.

Da quando è tornato a casa, Burgos ha trascorso molto tempo con la sua famiglia, tra cui la figlia nata un paio di settimane prima di UFC 262.
Sorprendentemente però, Burgos potrebbe tornare ad allenarsi a pieno regime molto prima del previsto.

“Ho appena visto una neurologa e mi ha dato il via libera”, ha spiegato Burgos. “Era sorpresa quando le ho detto che non avevo alcun sintomo di commozione cerebrale. Non ho nausea, né giramenti di testa, né annebbiamento, né vomito o qualcosa del genere, né perdita di memoria.
Ma ha detto che i sintomi della commozione cerebrale possono arrivare dai sette ai dieci giorni dopo. Ha detto, che se dopo 10 giorni si dovessero presentare sintomi, dovrò tornare a fare una risonanza magnetica. Ma per ora devo stare tranquillo.
Questo è quello che farò.”

Tutti ci auguriamo che Burgos torni ai suoi soliti splendori. Per lo spettacolo che garantisce ogni volta che entra in quella gabbia ottagonale.
Ma soprattutto per lui.

 

Published
6 mesi ago
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Written by Gianmarco Frassi
Da praticante di pugilato e muay thai, mi avvicino alle MMA nel 2006, e ne sono subito stregato, tanto da provare anche il BJJ. Uno sport che è affascinante per la sua totalità. Così completo da essere quanto di più vicino a uno scontro in natura. Perché la lotta è insita nell’uomo, tanto da trovare le fondamenta, nelle profondità della storia.

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