Conor McGregor: “Ero già infortunato”. La UFC sapeva? Ecco il parere dei medici

Continuano ad aggiungersi trame al mistero dell’infortunio di Conor McGregor a UFC 264, dopo le tante speculazioni sul momento esatto in cui è avvenuto – a causa di un check di Poirier o di una parata col gomito. Secondo il diretto interessato, coach John Kavanagh aveva ragione: l’irlandese era entrato nell’ottagono con una frattura da stress. Queste le parole di Conor sui social dopo l’operazione per riparare la tibia rotta:

“Ero infortunato già prima del match. Tutti mi chiedono “ma quando si è rotta la gamba?”, io vi dico di chiedere a Dana White. Chiedete alla UFC. Chiedete al dottor Davidson, il capo dello staff medico della UFC. Loro lo sapevano. Avevo delle fratture da stress prima di entrare in gabbia. Si è parlato di posticipare il match perché stavo facendo sparring senza protezioni e stavo tirando dei calci. Ho colpito diverse volte il ginocchio, quindi avevo diverse fratture da stress allo stinco, sopra la caviglia, avuto dei problemi alla caviglia a causa di tutti gli anni passati a combattere. Mi fasciavo le caviglie per ogni allenamento e anche quando mi facevano molto male non saltavo la sessione.

Mi sono allenato dalla schiena, ecco come ho sviluppato quel ground and pound dalla schiena. Ecco perché Dustin si è allontanato quando era sopra di me e lo colpivo con le gomitate e gli upkicks. Non è una bella posizione contro qualcuno come me, non riesci proprio a colpirmi e consumi un sacco di energie mentre vieni colpito dalle gomitate e da quei tremendi upkicks. Ho coltivato queste capacità perché avevo la gamba infortunata e ho dovuto cambiare metodi di allenamento”.

Tra le prime reazioni a queste dichiarazioni, c’è stato lo stupore per la mancata individuazione dell’infortunio da parte della Commissione del Nevada. Se Conor McGregor stava così male perché lo hanno lasciato combattere? La domanda è legittima. Negli Stati Uniti alcuni ortopedici, fisioterapisti, osteopati e altri professionisti hanno aperto dei canali Youtube di grande successo in cui esaminano gli infortuni degli atleti più famosi. Almeno due di questi medici, come riportato da Bloodyelbow, esprimono un certo scetticismo riguardo alle parole di Conor.

Il dottor Raj ha fatto notare questo aspetto:

“Se sei Conor McGregor o un suo coach, e sei preoccupato per la gamba, perché concentrarsi su come usarla per i calf kicks e per i frontali se sai che c’è un forte rischio di rottura? Specialmente con un fighter come Conor, che è relativamente nuovo a quel tipo di calci, ci sarà un rischio particolarmente alto. La sua gamba non è ancora condizionata per tirare quei calci.

Prendendo in considerazione questi fattori trovo difficile credergli, considerando anche che la UFC e il loro responsabile medico sarebbero accusati di negligenza se avessero consentito a Conor di combattere [nelle condizioni che lui descrive]”.

Dello stesso avviso è l’ortopedico David Abbasi, che tra l’altro è impiegato a bordo gabbia agli eventi di MMA e lavora con molti atleti UFC. Abbasi fa notare che è normale per un atleta non entrare in gabbia al 100% della condizione, quindi l’eventuale responsabilità della UFC e dei suoi medici è tutta da provare, ma calciare così tanto con una gamba così danneggiata non ha molto senso. Le fratture da stress possono essere estremamente dolorose e Conor si muoveva molto bene fino al momento dell’infortunio. Inoltre, Abbasi ha fatto notare che la foto della risonanza magnetica pubblicata da McGregor non solo non chiarisce i dubbi, anzi, leggete qui.

Nel frattempo è arrivata la riposta di Bob Bennett, direttore esecutivo della Commissione Atletica del Nevada, che ha semplicemente dichiarato al Las Vegas Review Journal, senza fare nomi:

“Se avessimo saputo che un fighter non era in condizione di combattere, non lo avremmo fatto combattere. I medici avrebbero fatto le loro valutazioni [al di là del questionario che viene fatto compilare agli atleti, ndr]”.

Staremo a vedere se questo passaggio metterà fine alla saga o se sarà solo uno dei tanti capitoli.

Published
1 anno ago
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UFC
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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