UFC, il giudice che ha assegnato il terzo round a Fiziev si è spiegato su Twitter

Come tutti gli ultimi pay-per-view, anche UFC 265 era carica di ottimi match nei prelims. La battaglia tra Rafael Fiziev e Bobby Green, però, ha superato ampiamente le aspettative. Il veterano non era visto come un test probante per Fiziev, da tempo annoverato come una delle promesse migliori di tutta la UFC. Peccato che il kirghiso, dopo due round molto solidi, sia calato vistosamente nel terzo, chiaramente a favore del californiano, che ha messo a segno diverse combinazioni spettacolari. O no?

Il match, dunque, sarebbe dovuto andare a Fiziev in ogni caso. Eppure, quel 30 – 27 da parte di un giudice ha fatto alzare più di qualche sopracciglio: come era possibile assegnare il terzo round al kirghiso? Per una volta abbiamo una risposta dal diretto interessato.

JJ Ferraro, arbitro e praticante di Muay Thai nonché giudice responsabile del cartellino “incriminato”, ha spiegato il ragionamento dietro al suo giudizio su Twitter, taggando alcuni giornalisti importanti. Dopo le tante parole, spese ormai da anni, sull’autoreferenzialità e sull’opacità relativa al comportamento di giudici, arbitri e commissioni atletiche, è sicuramente un bel segnale. È già successo diverse volte con gli arbitri, che hanno spiegato pubblicamente stop prematuri o ritardati – ricordate il litigio tra Herb Dean e Dan Hardy? Ma è ancora più raro vedere un giudice esporsi pubblicamente per spiegare i perché dietro ad una decisione.

Ecco la traduzione del tweet in cui Ferraro spiega l’assegnazione del terzo round a Fiziev. Più in basso potete trovare il tweet originale.

“Ho assegnato il terzo round 10 – 9 per Fiziev. Innanzitutto voglio complimentarmi con entrambi i fighter per la loro prestazione e per il grande match. Il terzo round per me è stato il più difficile da assegnare, l’altra sera. Sono un ufficiale da quasi 10 anni e questo è stato il mio quinto evento UFC. Sentitevi liberi di consultare la mia storia e le mie decisioni su mmadecisions.com. Non sono stato coinvolto in alcuna controversia. Fino al terzo round tutti e tre i giudici vedevano il match allo stesso modo. Credo che nessuno dei due round fosse particolarmente equilibrato, onestamente. A bordo gabbia senti quei colpi che vanno a bersaglio, duri e puliti.

Non posso dire che assegnare il terzo round 10 – 9 a Green sia “sbagliato” di per sé ma sono comunque sicuro del mio punteggio basato sui Criteri Unificati. Innanzitutto incoraggio tutti a guardare il match diverse volte col volume a zero. […] Ovviamente Green era il preferito dei fan e capisco perché. Il modo di porsi, la tenacia, le mani ecc. […] Credo che possiamo essere d’accordo: il grappling non è stato un fattore in questo round, quindi passiamo allo striking. Cos’è lo striking efficace?

I colpi definiti “efficaci” sono quelli che hanno il potenziale di avere un “impatto”, ovvero di porre fine al match. Quei colpi hanno più peso di ogni altro. Non importa se sono pugni, calci, gomitate o altro, dobbiamo dichiarare chi sta cercando di usare le sue armi per mettere fine al match. Non sto inventando nulla, è tutto nelle regole unificate, leggetele.

Dopo circa un minuto Fiziev ha messo un colpo che secondo me ha fatto male a Green, che però ha minimizzato facendo no con la testa. Capisco che sia divertente, ma il comportamento e la durezza non fanno punti. Non fanno nemmeno punto contro chi subisce ma prestiamo comunque attenzione allo striking. Bobby ha messo più volume di colpi e ha messo a segno più colpi significativi in ogni singolo round, il che indica che volume e colpi a segno non hanno più valore nell’assegnazione dei round di MMA. Il terzo round, per quando equilibratissimo, secondo me non è stato diverso.

A metà ho visto ancora Fiziev che metteva i colpi più “impattanti” del match. Qualche calcio al corpo, alla testa, cross di contrattacco (che hanno visibilmente mosso la testa di Bobby all’indietro), forti leg kick che Bobby ha assorbito bene. Se sto valutando la qualità e l’impatto dello striking era un pareggio, al massimo per Green. Green ha messo i colpi migliori della sua serata alla fine, spingendo indietro lo stanco Fiziev, ma nulla di preoccupante secondo me. Secondo UFCstats.com, anche se Fiziev era più stanco nel terzo round ha tirato solo 3 colpi in meno del secondo, in cui ha tirato 82 colpi. Secondo lo stesso sito, Fiziev e Green erano pari con il 54% dei colpi significativi a segno nel terzo round.

Se guardiamo le percentuali non possiamo dire che Green abbia messo a segno una percentuale di colpi più alta, ma solo che ne stava tirando di più, come negli altri round. Ma la quantità non è più importante della qualità nelle MMA. Ad ogni modo, secondo me la grande conclusione di Green, il suo volume e il suo essere lo striker più fresco pareggiavano il conto.

E ora? Secondo i criteri delle MMA se tutto è in parità si va ai criteri secondari. Non succede spesso, sinceramente non ricordo l’ultima volta che lo ho dovuti usare. Ma ci sono, e per un motivo.

Aggressività significativa? Anche qui per me era un pareggio. Non posso dire che quella di Fiziev, che veniva avanti mangiando i jab, era aggressione significativa, come non lo posso dire dello stile di rimessa di Green.

Qual è ilcriterio successivo? Il controllo della gabbia. Chi controllava la gabbia? Devo dare un leggero vantaggio a Fiziev per aver controllato di più l’ottagono e per la voglia di avanzare. Credo che il commento ed il rumore dei fan ne abbiano fatta una questione più grande di quello che è stata. Guardando le statistiche, mostrano anche una maggiore distribuzione dei danni tra testa, corpo e gambe per Fiziev. Questo mostra che ci può essere una preferenza per lo stile, per i pesanti calci e colpi di braccia di Green che vengono tralasciati. Succede sempre nelle MMA. Il terzo round sarebbe potuto andare sia da una parte che dall’altra. Uno dei giudici mi ha detto, subito dopo il match, che capiva il mio punteggio e non era sorpreso o scioccato quando gli ho detto che avevo dato il terzo round a Fiziev, 10 – 9.

JJ Ferraro”

 

 

Published
12 mesi ago
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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