UFC, José Aldo: “I match con gli youtuber non mi interessano e non ne ho bisogno”

Vista l’ultima prestazione di José Aldo, a UFC 265, serve un grande sforzo di fantasia per immaginarsi il Re di Rio sulla locandina di un evento Triller, pronto a boxare con un fratello Paul o con qualche fenomeno di TikTok. Tranquilli, perché viste le ultime dichiarazioni di Aldo sull’argomento l’ipotesi sembra destinata a restare solo un brutto sogno.

In un’intervista a MMAFighting, Aldo ha detto la sua sui molti veterani che scelgono di accodarsi alla moda del momento.

“Rispetto tutti quelli che scelgono questi combattimenti, soprattutto a fine carriera. A quel punto, vale la pena fare più soldi possibile perché molti non hanno gestito bene le loro carriere. Quindi si trovano su questa strada, grazie a Dio si è aperta questa porta e molti riescono a portare a casa dei bei soldi. Ma Aldo, no. Per me non ha senso e non mi passa per la testa. Ho sempre combattuto per fare la storia e perché la gente raccontasse la mia storia. Voglio che la gente tra 10, 20 o 30 anni dica “Aldo è stato il miglior campione dei pesi piuma, poi è sceso nei gallo ed è diventato campione anche lì”. Nessuna cifra può comprare una cosa del genere. Per me la storia conta molto più dei soldi.

Ho fatto molti soldi da quando ho iniziato a combattere e ho sempre pianificato per fare in modo che, al mio ritiro, non avrei dovuto fare quelle cose che per me sono umilianti. Vendermi per soldi dopo tutto quello che ho imparato nelle arti marziali? No, penso alla storia. Voglio entrare nella Hall of Fame. Voglio che la mia storia sia raccontata dalla più grande organizzazione del mondo, non da uno di questi circhi. Se è un money fight nella UFC allora ok, lo farei. Fuori dalla UFC no.”

Quindi Aldo non è del tutto contrario ai colleghi che privilegiano i superfight rispetto ai match titolati o utili in termini di ranking, purché siano comunque incontri di alto livello. La scelta di Dustin Poirier di chiudere la triologia con Conor McGregor è un’ottimo esempio.

“Era una trilogia, erano 1 – 1 e tutti volevano vedere quel match, quindi per Dustin ci stava combattere con Conor. E se combatte con Nate, pure. Sono grandi atleti che hanno combattuto per dei titoli, quindi per me ha senso, come potrebbe avere senso per me un superfight contro chissà chi. Ma combattere con uno Youtuber che passa la giornata a vendere contenuti che non hanno nulla a che fare con le arti marziali, non mi passa neanche per l’anticamera del cervello. Lo rispetto, ma non ha la mia attenzione”.

Published
1 anno ago
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UFC
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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