Afghanistan: la vita dei fighter pro di MMA, prima e dopo i talebani (VIDEO)

Con la fine dell’operazione Enduring Freedom e il ritiro dei contingenti NATO dall’Afghanistan, in pochi giorni i talebani si sono ripresi una larga parte del paese, inclusa la capitale Kabul. Tutti gli aspetti della vita afghana cambieranno completamente, ma vogliamo restare nel nostro campo e raccontarvi, grazie ad un report di Insider News, che anche la scena delle MMA locali si aspetta il peggio. La storia del rapporto tra i talebani e lo sport, infatti, è lunga e dolorosa. Molti altri atleti sono in pericolo, soprattutto le donne (qui e qui trovate due esempi). I talebani hanno cercato di presentarsi al mondo in una veste progressista, annunciando che rispetteranno i diritti delle donne e che nessuno degli atleti e delle atlete sarà in pericolo. Ma non ci crede praticamente nessuno.

Tra gli scettici, più che giustificati, c’è Wahid Nazhand, campione della più importante promotion locale, la Snow Leopard Fighting Championship. Nonostante la crescente popolarità dello sport in Asia centrale, la situazione era già difficile prima del ritorno dei talebani, tra pregiudizi, borse modeste e labirinti burocratici da attraversare per viaggiare all’estero. Come se non bastasse, le minacce da hater e ultraconservatori che non approvano lo sport erano già all’ordine del giorno. Eppure queste difficoltà sembrano minime rispetto a quelle che le MMA afghane sembrano destinate ad affrontare in futuro.

Nazhand si guadagna da vivere gestendo una delle 120 palestre di Kabul, ovviamente chiusa dopo la vittoria talebana. La palestra era aperta anche a bambini poveri, a cui era concesso allenarsi gratis. Anche se The Stone Eater continua ad allenarsi, lo fa nel terrore che i talebani prendano di mira la palestra in cui si trova per mettere in pratica la propria idea di giustizia e decenza.

Zaki Rasuli, altro fighter professionista, spiega che la situazione è preoccupante non solo per gli atleti, ma anche per i giornalisti e il pubblico. L’abbigliamento leggero necessario per allenarsi non rispetta di certo le regole imposte dal nuovo regime. Le palestre ovviamente diventerebbero off limits per le donne, spiega The Scrapper.

Nazhand e Rasuli sperano in un futuro di pace, armonia e tranquillità nonostante, per loro stessa ammissione, essendo giovani e afghani non abbiano mai davvero conosciuto il significato di queste parole.

A voi il reportage completo.

 

Nei giorni scorsi, intanto, Khabib Nurmagomedov ha fatto chiarezza su alcuni commenti poco felici che aveva fatto sulla situazione in Afghanistan. The Eagle inizialmente aveva dichiarato di non essere preoccupato dalla situazione in Afghanistan poiché “a migliaia di chilometri da [lui]”. Ma nella giornata di ieri Khabib ha spiegato che si riferiva soltanto alla situazione politica, su cui non voleva fare commenti, e che “sente il dolore degli afghani”. L’ex campione dei pesi leggeri ha dichiarato di “non aver paura di chiedere scusa” e di esser stato frainteso.

Nel frattempo la UFC ha annunciato l’incontro tra Nasrat Haqparast e Dan Hooker. Haqparast, nato, cresciuto e residente in Germania, è il figlio di una coppia rifugiati afghani che hanno aperto una panetteria ad Amburgo. Ad oggi, è l’unico fighter in UFC a combattere sotto la bandiera afghana.

Published
3 mesi ago
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Storie di MMA
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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