Darren Till: quando distrusse un albergo, rubò un taxi e si fece arrestare

Darren Till sta per entrare nuovamente nella gabbia, affronterà il contender numero 5 dei pesi medi Derek Brunson sabato a UFC Fight Night: Till vs Brunson. Il fighter di Liverpool non è noto solo per le sue doti nel combattimento, ma anche per il suo carattere irriverente, le sue pagine social spesso comiche e talvolta per alcune sue azioni che lo mettono nei guai. Oggi vi racconterò di quella volta che, in preda all’euforia e forse qualche bicchiere di troppo, distrusse una stanza d’albergo, rubò un taxi e infine si fece arrestare.

La follia nell’albergo

La notizia arrivò il 21 aprile 2019 dal giornale inglese Dailymail. Darren Till era reduce dal suo primo KO subito in carriera, quando circa un mese prima Jorge Masvidal lo aveva mandato al tappeto con un micidiale gancio che ribaltò clamorosamente il match. Si stava quindi riposando con una vacanza alle Isole Canarie, quando insieme ad alcuni amici hanno distrutto una camera d’albergo, lanciando oggetti e svuotando gli estintori, come recita il giornale locale di Tenerife El Dìa.

Una volta cacciati dall’albergo, Till e il suo gruppo hanno chiamato un taxi per cercarne un’altro dove alloggiare, ma mentre l’autista caricava i bagagli ecco che uno degli amici di Till si mette al volante e scappa via, lasciando il tassista sconvolto.
La vicenda è poi stata raccontata direttamente da Darren Till:

“Eravamo nell’albergo, e c’erano questi ragazzi nella stanza. Noi non stavamo causando problemi, ma è iniziatio giusto un piccolo screzio, non risse o cose del genere. Ovviamente, l’hotel non è stato distrutto. Non c’era nessun danno criminale, ma sono state lanciate delle cose”.

“Non farò nomi, ma non è stato rubato un taxi – beh, è stato rubato e guidato attorno al quartiere un paio di volte. Sono andato alla scena, io ero da un’altra parte. Avevo lasciato pure io l’albergo. A quel punto la polizia ha circondato tutti, mi hanno visto. Subito la polizia era tipo ‘Darren Till!’ E io pensavo ‘Esatto’ e sapevo cosa stava per succedere. Pensavo ‘Ricadrà tutto su di me’.

L’arresto di Darren Till

A quel punto Till e il resto della compagnia sono stati portati in cella. Ma data la notorietà del fighter inglese sono stati trattati bene.

“Hanno portato me e i miei amici nelle celle. È stato divertente perché eravamo lì, ce lo meritavamo. Uno dei poliziotti praticava jiu-jitsu. Così mi ha detto ‘Seguimi su Instagram e ti porto un po’ di cibo’. Mi ha portato del pollo e del riso, era una brava persona. Mi ha trattato bene lì dentro”.

Alla fine il 26enne di Liverpool è stato rilasciato, ma solo dopo aver pagato una grossa multa, che lui stesso ha definito “Una multa veramente scandalosa”.

Il ban dagli USA e Donald Trump

Le conseguenza di questa notte brava a Tenerife non si sono limitate alla multa salata e qualche ora il cella. Come molti fighter hanno scoperto a loro spese, gli Stati Uniti hanno delle rigidissime regole per l’ingresso di stranieri, anche se famosi. Darren Till mesi dopo doveva combattere contro Kelvin Gastelum a UFC 244, evento che viene ricordato per il titolo di “Baddest Mother Fu**er” in palio tra Jorge Masvidal e Nate Diaz. La sicurezza americana però non aveva intenzione di rilasciare il visto per l’ingresso di Till a causa delle sua recente bravata.

Ma quella non era una notte qualunque, perché tra il pubblico ci sarebbe stato l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Nessuno sa se sia vero o no, ma sembra che sia stato proprio Trump a garantire l’ingresso a Darren Till, e a (quasi) confermare il rumor è stato proprio Till in un’intervista con Ariel Helwani:

“Ho parlato con Dana (White) e ha detto che stavano risolvendo…
Penso che Trump sia stato messo in mezzo. Non sono sicuro, ma penso che abbia ricevuto una telefonata. È follia. Trump che parla per me! Non so neanche cosa dire”.

Darren Till è infatti riuscito alla fine ad entrare negli USA e vincere il suo match contro Kalvin Gastelum.

 

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12 mesi ago
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Storie di MMAUFC
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Written by Giorgio Daino
Amante delle arti marziali, seguo le MMA da quando ero un bambino. Il mio obiettivo è di far conoscere agli italiani uno degli sport più esaltanti e adrenalinici del mondo. Ho una cintura marrone di Karate, qualche anno di Kickboxing alle spalle e dei maldestri tentativi di imparare il Jiu Jitsu.

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