UFC, l’angolo di Benoit Saint – Denis: “Non abbiamo mai pensato di arrenderci”

Nonostante UFC 267 sia stato uno dei migliori PPV di recente memoria, nei prelims abbiamo vissuto uno dei momenti più bui dell’anno.

Il veterano Elizeu Zaleski Dos Santos affrontava Benoit Saint – Denis, 8 – 0, al debutto in UFC dopo una serie di vittorie convincenti. Dopo un primo round tutto sommato equilibrato, il brasiliano prende il largo. Una serie di colpi potenti stordiscono Saint – Denis, che resta in piedi ma non sembra affatto in grado di rispondere. Un perfetto esempio di KO in piedi, all’apparenza. L’arbitro Vyacheslav Kiselev non ferma l’incontro, nonostante gli appelli di Jon Anik, Paul Felder e Daniel Cormier. Saint – Denis riesce in qualche modo ad arrivare fino alla fine contro uno Zaleski Dos Santos ormai esausto, ma la frittata è fatta. Anzi, si fa ancora più grande: nel terzo round Saint – Denis è vittima di una ditata nell’occhio, e l’arbitro non chiede l’intervento del medico nonostante il francese dica chiaramente “Non riesco a vedere”.

Mentre Kiselev diventa il nemico pubblico numero uno delle MMA mondiali – avrebbe dovuto arbitrare anche Ankalaev vs Oezdemir, ma gli tolgono l’incarico – riparte il dibattito sul ruolo degli angoli.

Come hanno fatto notare diversi atleti e addetti ai lavori, il fatto che Saint – Denis sia riuscito ad andare avanti non vuol dire che sia stato giusto far proseguire il match. Per questo, anche l’angolo di Saint – Denis è finito sotto i riflettori. Coach Daniel Woirin, che ha lavorato anche con campioni come Anderson Silva e Lyoto Machida, ha detto la sua a Boxemag:

“Mai e poi mai avrei gettato la spugna. L’arbitro avrebbe potuto fermare il match, credevo che l’avrebbe fatto ma non è stato così. Benoit ha saputo riprendersi, a tratti. Ha preso molti colpi ma è riuscito a riprendersi e sopravvivere. Questo è il combattimento, è duro, le persone oggi sono troppo sensibili. Benoit è un guerriero, avrebbe dovuto perdere il primo match in UFC prima del limite? Impossibile! Abbiamo discusso dopo il match e mi ha detto che ho fatto bene a non gettare la spugna. Comunque non mi è passato per la testa nemmeno per un secondo, e si è visto che Benoit si è ripreso. Ha combattuto in modo superlativo. L’avversario è un top 12, ha 30 incontri con 14 KO. Sono contentissimo di Benoit

Sì, è stato un match assai violento e teso, l’ho riguardato, ma è così”.

Woirin ha comunque riservato alcune critiche a Kiselev:

“Il fatto che non abbia fermato l’incontro lo ha reso ancora più interessante perché Benoit si è ripreso, anch’io ero stupefatto. Sì, un altro arbitro avrebbe fermato il match. L’arbitro ha fatto degli errori come la ditata nell’occhio, non ha chiamato il medico, è stato curioso. Ma va bene, ci sono arbitri così, alcuni fermano i match troppo presto ma è vero che anche lui è stato un po’ estremo nel giudizio. D’altronde è stato licenziato”.

A questo punto Saint – Denis, ex soldato delle forze speciali francesi, sarà probabilmente costretto ad una lunga pausa, mentre il dibattito riparte. Cosa dovrebbero fare gli angoli in questi casi? Servono ulteriori arbitri o medici con facoltà di intervento? Un esempio non troppo distante nel tempo è quello di Anthony Smith: Glover Teixeira surclassò Smith durante una Fight Night dello scorso anno. Lionheart rispose alle polemiche dichiarando che avrebbe licenziato i suoi coach, se avessero gettato la spugna o l’asciugamano.

Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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