UFC, le MMA che salvano la vita: Sean Strickland e il passato neonazista

UFC – Quando si dice che le arti marziali possono fare tanto: insegnare il rispetto, la difesa, il controllo, e qualche volta perché no? Anche salvare la vita. È il caso di Sean Strickland e delle MMA che lo hanno aiutato nell’affrontare un passato neonazista.

Come tutti ben sappiamo Sean Strickland è un peso medio UFC che sta facendo fortuna, grazie alle sue abilità lottatorie, la sua autenticità nel comunicare sé stesso e per certe uscite che lo contraddistinguono. Non è stato sempre così però.

Proprio ultimamente Sean ha rivelato dettagli della sua adolescenza quando ha avuto a che fare con le violenze psicologiche da parte del padre e un certo orientamento verso i movimenti neonazisti da parte invece del nonno. Ecco le sue parole in un’intervista ad Ariel Helwani:

“Ero un ragazzo arrabbiato e ho avuto un sacco di brutte influenze nella mia vita che mi facevano odiare qualsiasi cosa. Mi sono trovato ad andare in giro per strada con un coltello in mano per uccidere qualcuno. Alla fine quando ho cominciato ad allenarmi, capii che fondamentalmente ero solo arrabbiato”.

Sembrerebbe che Strickland subisse violenze psicologiche come il veder distrutti i propri giocattoli da parte del padre, soltanto perché quest’ultimo era arrabbiato e non sapeva sfogarsi diversamente. Oppure l’essere terrorizzato che prima o poi il solito padre, durante una delle sue serate critiche, uccidesse la madre: dunque il gravoso compito per un ragazzino di dover tenere sotto controllo la situazione.

In uno di quegli episodi, il bambino Sean spaventato perché temeva che il padre la stesse veramente per uccidere, decide di prendere la chitarra, spaccargliela addosso, e chiamare la polizia affinché intervenisse. Insomma cose pensanti che un infante né merita né ha la capacità di dimenticare facilmente.

Ma colui che lo ha gettato in un sentiero neonazista, è stato inaspettatamente il nonno.

“Ascoltavo quello che diceva, era imponente e la sua personalità mi affascinava. Ma ero stupido. Mi disegnavo la svastica sul braccio e andavo tranquillamente a scuola”.

Inaspettatamente poi è stato un film che ha esaltato l’adolescente Strickland verso l’ideologia neonazista. Si tratta di American History X, dove lui si identificava con Derek, il protagonista nei panni di Edward Norton, che come ben ricordiamo dirige la storia verso una brutta fine.

Tuttavia a Sean non è andata così, che sia stato per forza d’animo o per fortuna. Lui è riuscito a cambiare, e nel momento in cui parla nell’intervista afferma di aver completamente rinunciato a quel passato da razzista.

 “In realtà quelli che mi hanno aiutato nella vita, nemmeno erano bianchi. Questa è una cosa con cui fare i conti, per questo provo vergogna. Per tanto tempo ho odiato le persone per il colore della loro pelle, e poi alla fine mi aiutano. Che strana la vita”.

Un giorno, dopo aver provocato l’ennesimo incidente a scuola, la mamma di Sean decide di iscriverlo in una palestra di arti marziali miste. Aveva già visto qualche incontro UFC e ne era rimasto affascinato. Il suo primo giorno di allenamento, lo racconta come catartico: la sua vita entrava in un’altra fase.

“Ricordo di aver pianto dopo aver fatto sparring. Non ero mai stato così felice come in quel giorno. Passare tutta la vita a pensarla in un certo modo, e poi fai una cosa che ti fa cambiare tutto, che ti normalizza”.

From here to eternity, lo Sean di oggi è quello che trova il successo tra i contender UFC. Ad ogni modo, conclude infine l’intervista parlando di vittimismo e adattamento. Interessanti parole, emblematiche nella visione matura di quello che adesso è Sean l’uomo, dove accettare quello che è stato, è la strada per andare avanti nel futuro.

“Non sono una vittima, sono quello che sono e alla fine mi piaccio. È che all’epoca non avevo il cervello per capire quello che succedeva, anzi quello che produceva era solo un modo per sopravvivere. Fino a che è riuscito ad adattarsi al mondo normale, biologicamente il mio cervello è cresciuto. All’epoca non era capace di capire il mondo e reagiva con la follia”.

E voi cosa ne pensate di questa storia? Vi stupiscono le sue ultime conclusioni?

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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