DAZN dice stop agli abbonamenti condivisi? Codacons annuncia esposto

DAZN – La famosa piattaforma streaming si prepara al grande colpo: chiudere gli abbonamenti condivisi, ovvero la possibilità di collegare due dispositivi contemporaneamente con lo stesso abbonamento. Ma Codacons non ci sta e minaccia conseguenze.

Quale sarebbe il problema per noi amanti delle MMA? Beh, innanzitutto che non potremo vedere i nostri eventi sulla piattaforma se, ad esempio, nostro padre sta guardando la sua squadra preferita. Oppure che chi ha condiviso l’account – sin dall’inizio con l’idea che almeno 2 su 3 potessero vedere qualcosa contemporaneamente – adesso dovrà inesorabilmente rinunciare a farlo. 

Questa possibilità descritta sopra, che molti sfruttano e hanno sfruttato, si chiama concurrency, praticata e messa a disposizione anche da Disney+, o Spotify, ormai destinata a sparire a causa di regole più stringenti per i consumatori.

La modifica unilaterale verrà annunciata via mail in questi giorni per dare i famosi 30 giorni di possibilità di recedere dall’abbonamento. Dunque, facendo un minimo di calcolo, la problematica si potrà presentare all’incirca dalla metà di dicembre. Sempre che qualcosa non vada storto, per DAZN si intende.

DAZN è stata molto chiara, e alla richiesta di spiegazioni da parte del Sole 24 ore, ha risposto con un bel

“No comment”.

Perché arrestando il fenomeno, ci si batte contro la pirateria e dunque si ridà valore in termini monetari ai diritti televisivi. Ma il pubblico è arrabbiato e grida vendetta attraverso le associazioni per i diritti dei consumatori.

Attraverso una nota, il vertice del coordinamento di tali associazioni, decide di esporsi e opporsi alla piattaforma streaming sportiva:

“La decisione di Dazn di bloccare a partire dalla metà di dicembre gli abbonamenti “multiuso” finisce all’attenzione dell’Agcom e dell’Antitrust. Il Codacons, dopo la notizia pubblicata oggi da Il Sole 24 ore, ha deciso infatti di presentare un esposto all’Autorità per le comunicazioni e a quella per la concorrenza affinché si accerti la correttezza dell’operato della società”.

Dunque fuoco alle polveri. Soprattutto perché gli abbonamenti firmati avevano condizioni – come quella della concurrency al punto 8.3 – da cui DAZN sembra adesso ritrarsi. L’obiettivo delle associazioni sarà quello di far aprire un’istruttoria allo scopo di accertare la correttezza dell’operato della piattaforma, e in caso di violazione, sanzioni a pioggia.

Che ne sarà degli amanti delle MMA che adesso rischiano di non poter vedere Oliveira vs Poirier di metà dicembre? Ed anche per quanto riguarda i tifosi delle squadre di calcio, è facile che si sollevi il problema, e in questo ambito, potrebbe anche rivelarsi più grave del previsto.

La legge dovrà saper riuscire a distinguere se la mossa di DAZN ha l’obiettivo di combattere la pirateria o quello di provare a smarcare le norme civili ledendo i diritti dei consumatori. È una situazione delicata e si deve avere fiducia, o provare ad averla, nelle sentenze che giudicheranno tale questione.

E voi che ne pensate? Credete che DAZN abbia ragione o che non si stia comportando correttamente? Fatecelo sapere, con moderazione, nei commenti.

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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