UFC, Islam Makhachev: “Non è colpa mia se nessuno vuole sfidarmi”

UFC – La parte finale di ottobre e l’inizio di novembre hanno dato un chiaro taglio alla divisione dei pesi leggeri. Infatti, la guerra tra Gaethje e Chandler a UFC 268 ha chiarito, in maniera piuttosto cristallina, chi sarà il prossimo sfidante al titolo. Dall’altra parte UFC 267, la settimana prima, aveva consacrato Islam Makhachev come un top contender, dopo la finalizzazione ai danni di Dan Hooker. Nella marcia di avvicinamento a quel match, si era parlato molto di come il neozelandese avrebbe dovuto evitare di essere portato a terra e rimanerci per troppo tempo. Inutile dire che in meno di 3 minuti, il daghestano lo finalizzava, mostrandosi più dominante del solito.

Era stata una vittoria molto convincente. Lo stesso Islam aveva detto: “con una finalizzazione spettacolare, chissà magari potrei andare dritto per il titolo”. E sinceramente, la finalizzazione è stata molto convincente. Peccato che la esatta settimana dopo Gaethje e Chandler regalavano uno dei migliori match di tutti i tempi al pubblico del Madison Square Garden. E di conseguenza, tanti saluti alla shot a Islam, come anche detto da Dana White in conferenza e come ritenuto quasi all’unanimità da tutti, esperti e fan del settore: toccherà a Justin. Quasi tutti, visto che in settimana addirittura l’ex campione, Khabib Numagomedov, storico amico d’infanzia e attuale coach, si è duramente schierato contro Justin Gaethje.

In un tweet, poi eliminato, il daghestano accusava Gaethje di non aver diritto alla title shot avendo già avuto la sua occasione (proprio contro di lui). Ed in difesa di Justin si sono schierati, tra gli altri, Eddie Alvarez, un altro ex campione, ma anche giornalisti, lo stesso Justin, addirittura Tony Ferguson, creando un enorme polverone di accuse, minacce e insulti. Lo abbiamo ricostruito per voi qui

Oggi un nuovo aggiornamento di questa storia che, ormai, assume tutti i caratteri di un intricatissima puntata di Beatiful. In risposta al tweet di Eddie Alvarez, è intervenuto il diretto interessato, Islam, per difendere i suoi interessi e lanciare un guanto di sfida.

“Non è colpa mia se non ho combattuto contro atleti nei ranking, tutti si rifiutano di combattere con me. E comunque sono numero 4 nel ranking. Nominami un solo top 10 che accetterebbe di sfidarmi. La UFC ha dovuto strapagare Dan Hooker. Lentamente sta diventando come la boxe…”

Insomma, Islam rompe il silenzio per avvisare la divisione. Siete tutti scappati eppure io sono qua. È sempre difficile fare programmi con la UFC, ma sembra chiaro che il vincitore di UFC 269 se la vedrà con Justin Gaethje. Cosa aspetta Islam è ignoto, ma un match contro il numero 3 del ranking, Beneil Dariush, sembra una cosa tremendamente sensata. Staremo a vedere come andrà a finire.

Author
Published
9 mesi ago
Categories
UFC
Comments
No Comments
Written by Luigi Russo
Nato nel '96 e cresciuto a Napoli da madre cosentina e padre casertano, studio medicina, e nel tempo libero viaggio in giro per il mondo e mi incanto guardando le MMA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: