Maschi contro Femmine: le MMA possono arrivare a tanto? (VIDEO)

MMA – Che lo spettacolo nello sport ormai stia estendendo il suo dominio non è una novità. In fondo mettere insieme fighter inusuali, strani e contrapposti – come ad esempio i primi eventi UFC – attira sempre l’attenzione, e diciamolo, non poco. È adesso arrivato quindi il turno, dati anche i tempi che corrono, dei match tra maschi e femmine: come se ce ne fosse bisogno.

Ma si tratta ancora di MMA o è soltanto il film di Fausto Brizzi?

Uomini vs Donne

Un interrogativo questo, che ci si pone guardando una promotion polacca, la MMA-VIP, che propone combattimenti di 3 round da 3 minuti tra fighter amatoriali sia nelle MMA che nella boxe. Fin qui tutto bene, fino a quando però si vedono salire sull’ottagono generi sessuali diversi, maschi contro femmine, cosicché il conflitto umano possa raggiungere finalmente uno dei suoi apici.

E con buona pace di chiunque preferirebbe veder divisi in compartimenti stagni i sessi, le identità di genere, alti e bassi, bianchi e neri, cani e gatti, disabili e sani, e tutti i dualismi che possano esistere. Giusto o non giusto, vero è che gli esperimenti continuano imperterriti e l’attrazione verso lo spettacolo freak è ormai più che calamitante. Basti infatti guardare la risonanza che ha avuto il fenomeno dei Mini Khabib negli ultimi mesi.

Tornando alla promotion polacca che fa i primi tentativi intergender, nel suddetto evento due sono stati i match che hanno visto uomini e donne contrapposti. Nel primo, in the red corner, troviamo una donna, Ula Siekacz, wrestler e istruttrice di fitness che sfida questo ragazzo semi truccato, Piotr Lisowski. Risultato: il tipo sovrasta rapidamente l’avversaria che non regge raffiche e allunghi, con conclusione brutale in ground and pound da parte del gentleman. La lottatrice dichiara che non si presterà più a farsi prendere così a sberle da un uomo: ma dai!

Nel secondo, anche qua, la sfida tra Michal Przybylowicz e Wiktoria Domzalska finisce molto in breve, con un TKO nel primo round inflitto dal ragazzo biondo platino, nella quale l’unica cosa segnalabile è l’evidenza di uno scontro impari cucito su misura sin dall’inizio.

Nel frattempo, in realtà subito dopo l’evento, interviene l’IMMAF, la federazione internazionale delle MMA che supervisiona nella maggior parte del continente europeo gli eventi amatoriali e non. Il suo giudizio riguardo i match è lapidario e inequivocabile. Ecco le sue parole al tabloid britannico Daily Mirror:

“L’IMAFF non condivide categoricamente queste forme di intrattenimento intenzionalmente scandalose, che non rappresentano le arti marziali miste e i suoi valori, mettendo a serio rischio la salute femminile”.

Ma non è finita:

“È inaccettabile che donne e uomini possano competere uno contro l’altro negli sport da combattimento, cosa che noi (l’IMAFF) non sosterremo mai in nessun modo. Questo essenzialmente per ragioni di sicurezza e di fair play”.

Il punto sta nel discernere quello che è il desiderio femminile di potersi confrontare con la stazza maschile, con invece l’esigenza di organizzare e promuovere eventi del genere. Da una parte c’è l’ambizione a una definitiva parità che va oltre la cultura verso una supremazia nella sfera del naturale, mentre dall’altra uno speculare feroce e poco velato su tali questioni.

Se già soltanto è problematico e ambiguo voler cercare di abolire le differenze, qua non si parla nemmeno di questo, la faccenda è un’altra. L’importante è che il pubblico sbavi vedendo concretizzato il sogno di una vita, senza menzionare l’immedesimazione che ne consegue. Ma non siamo anche noi il pubblico?

E voi cosa ne pensate? Vorreste vedere match seri in cui uomini e donne si fronteggiano selvaggiamente? E in UFC, Amanda Nunes vs Cody Garbrandt vi sembrerebbe troppo?

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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