Francis Ngannou rivela: “Ho rinunciato a 7 milioni di dollari, ho preferito la libertà ai soldi”

Francis Ngannou ha difeso il suo titolo di campione del mondo, ma la sua più dura battaglia è ancora in corso, ed è contro la UFC. Abbiamo parlato molto del contratto in scadenza di Francis, e del fatto che quello di sabato scorso potrebbe essere il suo ultimo match in UFC. Ma in una recente intervista con Ariel Helwani “The Predator” ha finalmente rivelato i dettagli della sua battaglia contrattuale, e i soldi sono solo l’ultimo dei problemi.

Partiamo dalla base, in UFC tutti i fighter sono liberi professionisti, sono quindi dei fighter “indipendenti”. Questo significa, in teoria, che non sono legati alla UFC, ogni incontro ha un contratto unico. La conseguenza di ciò, come tutti i liberi professionisti che firmano un contratto di lavoro, è che la UFC non garantisce nessuna garanzia, nessuna pensione, nessuna assicurazione medica, e possono licenziarti in qualsiasi momento. Questo non dovrebbe essere un problema, se non fosse che i nuovi contratti continuano ad aggiungere match obbligatori a quello base, rendendo i fighter effettivamente legati alla promotion a vita, senza ricevere i benefici di un libero professionista.

In parole povere, se Francis voleva guadagnare di più dai suoi match, in quanto campione e star, doveva accettare l’estensione del contratto, tenendolo legato alla UFC per sempre. Il problema principale però non sta nel non poter combattere al di fuori della promotion, ma nella tendenza della UFC di decidere, in modo imperativo, cosa puoi o non puoi fare, rendendoti effettivamente di loro proprietà. Il predatore non ha voluto cedere neanche di fronte ad una montagna di soldi.

Francis Ngannou rivela i dettagli sulla battaglia contrattuale

Francis Ngannou quindi, tornato vittorioso dalla sfida con Ciryl Gane, ha esposto molti dettagli di quello che è successo con la UFC in questi anni nel consueto show di Ariel Helwani The MMA Hour:

“Puoi essere libero e combattere per la UFC. Io voglio essere libero. In teoria siamo liberi professionisti, un libero professionista è tecnicamente una persona libera. Questo è il motivo per cui hanno bisogno di fare delle modifiche in quel contratto. È questo ciò per cui sto combattendo”.

“I termini del contratto, tutto quello che ci mettono dentro, ti tengono prigioniero. Non puoi fare niente, non hai nessun diritto. Il contratto è a senso unico, quindi tu comunque non hai niente. Non hai un’assicurazione medica, anche se metti il tuo corpo a disposizione per fare uno show”.

“Tu rischi tutto. Ci sono tante cose. Non hai assicurazione, niente, nessuna garanzia. Cosa che capisco da libero professionista, ma allora trattami da tale, se lo sono. Se sono un impiegato o un libero professionista, scrivilo chiaramente nel contratto. È tutto molto mischiato”

Francis è stato quindi molto chiaro su come vede le cose. Essendo un uomo che per tutta la vita è scappato dalla povertà e dai governi, è chiaro che non intende farsi trattare dalla UFC come se fossero i suoi padroni. Cosa che per molti fighter non è un problema, fino a quando non gli viene chiesto di fare qualcosa che non vogliono.

“Questa è la cosa che odio di più di questo, come loro hanno tutte le carte, il potere di distruggerti”.

“C’è qualcosa di sbagliato, per me, con questo genere di cose, semplicemente non posso permetterle”

Francis ha quindi rivelato che la UFC ha provato a offrire più soldi, nel tentativo di estendere il contratto. Ma per Ngannou i soldi non sono la soluzione, e questa non è una cosa che si vede tutti i giorni:

“[Mi hanno offerto] Più soldi, ma non c’era nessuna delle cose che io [ho chiesto]… veramente nessuna. I soldi erano invitanti, ma non è una questione di soldi. A questo punto, penso che ci sia molto di più dei soldi… I soldi non possono sistemare questa situazione, non credo proprio”

Questa situazione non è relativa al match con Ciryl Gane, ma va avanti da 2 anni. In particolare dal match contro Jairzinho Rozenstruik. Tenendo duro alle sue richieste ha dovuto rinunciare a circa 7 milioni di euro:

“Ho lasciato molto sul tavolo. In tutto ho rinunciato a molti soldi anche dal match con Stipe. Al momento, dovrei essere sotto di circa 7 milioni che ho lasciato sul tavolo. Ma sono comunque felice con i miei 600.000$, perché combatto ancora per ciò in cui credo. Questo è quanto. La libertà non funziona con i soldi. Rinunci ad una per l’altra. Che tu voglia la libertà, che tu voglia i soldi, rinunci ad una per avere l’altra”.

Francis vuole continuare a combattere in UFC?

Alla fine è arrivata una domanda cruciale, Francis Ngannou vuole continuare a combattere in UFC? Beh la risposta sembra essere sì, e magari un giorno avremo quell’attesissimo match con Jon Jones. Ma la verità è che Francis ha già 35 anni, e potrebbe concludere la sua carriera con qualche match di boxe ben pagato. Se la UFC deciderà di accettare le sue condizioni, entrerebbe volentieri di nuovo nell’ottagono, ma se non lo farà, lui è già felice di cosa ha ottenuto:

“Ho intenzione di fare qualsiasi cosa serva per avere ciò che voglio. E come ho detto anche prima di questo match (contro Gane), sono arrivato a questo incontro sapendo che avrei potuto perdere. Ma ho revisionato tutto, e per me, se è così, se questa è la fine, che sia per come dico io”

“Andrà come dico io. Deciderò io come finirà. Non finirà secondo le regole di qualcun altro. Finirà con le mie regole. Se questa è la fine, sono felice. Da dove vengo io, ho fatto tanto. Alcune persone potrebbero non vederla così, ma ce l’ho fatta e ne sono molto felice. Sono fiero di me stesso. Forse è il mio ego, ma sono fiero di me, in quello che ho realizzato. Ma non voglio che tutto questo si prenda ciò che ho, che mi cambi, che cambi i miei principi”

Francis Ngannou è quindi pronto a portare questa battaglia fino alla fine. Sappiamo già da una sua precedente intervista, che nonostante abbia match nel suo contratto, essendo il campione sarà legato alla UFC fino a dicembre 2022. E questo va a suo favore:

“Non sono preoccupato [dalla UFC che potrebbe togliergli il titolo], perché in fin dei conti, è solo una cintura. Nel momento che mi tolgono la cintura, io sono libero. Questa cintura non mi rende campione. Con o senza, sono lo stesso un campione. Che sia chiaro. Niente cambierà il mio status dell’essere un campione”

Questa battaglia Francis Ngannou potrebbe beneficiare non solo lui, ma tantissimi fighter che rinunciano a molti diritti pur di combattere in UFC e guadagnare qualcosa. “The Predator” sta quindi dimostrando di essere non solo l’uomo con il pugno più potente al mondo, ma anche uno di quelli con la volontà più ferrea.

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4 mesi ago
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UFC
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Written by Giorgio Daino
Amante delle arti marziali, seguo le MMA da quando ero un bambino. Il mio obiettivo è di far conoscere agli italiani uno degli sport più esaltanti e adrenalinici del mondo. Ho una cintura marrone di Karate, qualche anno di Kickboxing alle spalle e dei maldestri tentativi di imparare il Jiu Jitsu.

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