Perché molti fighter di MMA condividono teorie complottiste sul Covid?

MMA COVID – Tempi duri quelli che tutti noi stiamo vivendo a causa del Covid, i conseguenti lockdown, la comparsa del Green Pass e quant’altro. Stessa cosa vale per i fighter di MMA che hanno avuto a che fare anche con le elezioni presidenziali, le campagne elettorali e le tensioni politiche relative all’anniversario del simil golpe di Capitol Hill.

Ma proprio per il motivo che sono lottatori di MMA, qualunque sia la promotion, ciò è una discriminante del fatto che siano più propensi a credere alle teorie complottiste? Questo ci si sta chiedendo nell’articolo di Karim Zidan, giornalista di Bloody Elbow, soprattutto vedendo l’alto numero di fighter che non si allineano alle teorie ufficiali delle autorità politiche e in particolare quelle sanitarie.

Facciamo un rapido elenco di personaggi, lottatori, e persone che girano intorno al nostro amato sport, per capire in effetti cosa dicono:

JORGE MASVIDAL

Il fighter di origine latino americana più volte si è lasciato andare sui social a scetticismi e provocazioni riguardo la situazione pandemica, spesso lanciando citazioni a caso, come questa di Kurt Cobain, che secondo lui poteva essere predittiva del presente che viviamo.

ISRAEL ADESANYA

Il campione UFC dei medi neozelandese ha condiviso spesso post contenenti teorie complottiste che riguardavano i vaccini per il Covid.

JARED CANNONIER

Oltre alle credenze sulle potenzialità energetiche di alcuni cristalli di roccia come la pirite, il suo account Twitter letteralmente è una miniera d’oro su assurdità che riguardano QAnon, i piani infernali di Bill Gates, i “veri” motivi dell’uccisione di George Floyd, la massoneria e lo “stato profondo”.

BRYCE MITCHELL

Il peso piuma UFC, grande prospect nella sua categoria, più di una volta si è espresso contro l’uso delle mascherine e sulle bufale che vengono raccontate al riguardo. Sempre sua la teoria secondo la quale:

“Il Covid non è altro che un’arma biologica attraverso la quale il governo americano vuole produrre caos all’interno della società affinché i suoi componenti si possano sparare l’uno con l’altro”.

Il giovane lottatore ha anche offerto il suo aiuto a Donald Trump qualora gli servisse qualcuno per atterrare letteralmente i suoi avversari politici. Ad onor di cronaca ricordiamo la follia di Mitchell nel perforarsi lo scroto con un trapano elettrico per “errore”.

RACHAEL OSTOVICH

La formosa lottatrice UFC dei mosca invece vede nelle misure di prevenzione per il Covid come le mascherine, una sorta di profezia biblica anticipatrice dell’Armageddon.

TITO ORTIZ

L’ex fighter UFC è un complottista di quelli solidi e duri, che usano i social per diffondere seriamente teorie negazioniste sul virus, paranoie su presunti colpevoli e idee strampalate, come ad esempio quella secondo la quale la responsabilità dell’omicidio di George Floyd è da attribuire all’attuale presidente Joe Biden. In tutto ciò il wrestler quasi cinquantenne usa vendere magliette inneggianti a QAnon nella linea d’abbigliamento da lui stesso prodotta.

RANDY COUTURE

L’ex campione UFC, nonostante i problemi cardiaci avuti nell’ultimo periodo, si scaglia contro i neri che protestavano per la morte di George Floyd apostrofandoli “teppisti” e assicura il suo impegno nella promozione dei movimenti NO MASK.

TANTI ALTRI

E in realtà la lista continuerebbe per un bel po’, volendo aggiungere anche altri fighter come Brandon Vera, Urijah Faber, il vecchio Bas Rutten, Ronda Rousey, Rashad Evans, Ben Askren, Hector Lombard, Gina Carano, nonché il famoso commentatore e podcaster Joe Rogan. Quest’ultimo recentemente ha subìto le critiche del cantante folk/country Neil Young che per protesta ha tolto le sue canzoni da Spotify, ovvero la stessa piattaforma usata da Rogan per i suoi podcast complottisti – ed è vero – spesso diffusori di fake news.

COMMENTO FINALE SU TUTTA LA QUESTIONE

Il reportage condotto dal giornalista di Bloody Elbow, Karim Zidan, sui lottatori complottisti, effettivamente un po’ stupisce e porta a pensare come le MMA siano un ambiente nel quale le fake news e le teorie complottiste trovano terreno fertile, ovvero persone adatte e ben felici a supportarle.

Tuttavia il fatto di non credere alle teorie scientifiche, quelle ufficiali, promulgate e sostenute dalla maggioranza, che sia politica o sociale, è un dato oggettivo riscontrabile in molte società occidentali che siano americane, europee o nazionali come quella italiana.

Un noto libro cerca di trovare il bandolo della matassa in questa storia, adducendo che sì, in certi casi può essere l’ignoranza, il fatto di non informarsi, a essere la base sulla quale crescono e si sviluppano certe teorie alternative. D’altra parte confuta la considerazione secondo cui non è la mancanza di istruzione o di titoli di studio a decretare la scelta di affiliarsi e credere a teorie minoritarie che non hanno nessuna oggettività o studio di fondo serio.

Da un lato il complottismo può spiegarsi nel rifiuto dell’autorità costituita, il potere che impone e che trama sempre per farci suoi schiavi. Da un altro lato c’è la ricerca di identità, il provare a dare un senso alla propria esistenza cercando di appartenere a delle categorie di pensiero, che seppur semplificando, uniscono i puntini della dura realtà che si vive ogni giorno.

È forse la parola “realtà” la chiave vera in tutta questa faccenda. Il non voler accettare quella realtà scadente, sempre che lo sia, che i nostri occhi vedono ogni santo giorno. A quel punto è necessario cercare delle narrazioni alternative che ci possano distrarre, ci possano distinguere, ci diano la sensazione che in fondo il mondo lo si stia comprendendo.

Che si è effettivamente trovato il nesso che lega tutto ciò che di bello ma soprattutto di brutto, nel passato e nel presente, si fa esperienza continuamente. E così si va avanti, fino a che un giorno la realtà vera presenterà il suo conto salato e ci si accorgerà di aver vissuto un’altra vita. Oppure no, alla fine tutto andrà bene.

La risposta dunque è NO. I fighter di MMA, se sono complottisti, no vax, negazionisti o quant’altro, non è perché lottano in UFC e praticano le arti marziali miste per vivere. Se così fanno è perché sono esseri umani, e come il salumiere o il ragazzo incontrato al parchetto, anche loro devono andare avanti cercando di trovare significati dietro a tutti gli angoli delle strade che percorrono.

È gente comune, come siamo noi d’altronde. Magari non brilleranno per la carriera accademica, e forse sarebbe il caso si limitassero a parlare di ciò che compete loro. Spesso e volentieri lo fanno soltanto per farsi notare e accumulare consenso, che siano personaggi affermati o che godano tristemente di mediocre visibilità.

L’importante, come dice il libro sopracitato, è che non si costruisca una contrapposizione troppo polarizzata del “noi” contro di “loro”. Perché in fondo, magari domani, ci potremmo trovare “noi” stessi a tenere posizioni e atteggiamenti simili a quelli “loro”.

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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