UFC, Cub Swanson entra nella Hall of Fame: “Questo piccolo premio significa tutto per me”

UFCNella bellissima notte di UFC 273 una notizia ha sorpreso tutta la community delle MMA. La UFC ha infatti annunciato che l’iconico incontro del 2016 tra Cub Swanson e il coreano Doo Ho Choi entrerà presto nella Hall of Fame della promotion statunitense. Una vera e propria battaglia, quella tra i due, che vide trionfare ai cartellini Killer Cub al termine di 3 memorabili round e di ben 209 colpi, durante quali nessuno dei due atleti decise di risparmiarsi andando più volte vicino a finalizzare l’avversario.

 

Intervistato da Ariel Helwani in un episodio di MMAFighting, l’ormai trentottenne Cub Swanson ha ammesso di essere rimasto totalmente sorpreso quando è stato informato della notizia:

“Ho ricevuto un messaggio da uno sconosciuto, dopo ne sono arrivati altri e infine mia moglie, che lavorava nell’evento, mi ha detto che stavano organizzando qualcosa per me. Ho acceso la tv e sono rimasto totalmente sconvolto, non me l’aspettavo. Mi sono commosso. E’ stato davvero bello. Non avevo salvato il numero della prima persona che mi ha fatto i complimenti quindi inizialmente pensavo che fosse uno scambio di identità, uno sbaglio. Quando poi ho iniziato a ricevere tantissimi altri messaggi ero confuso e alla fine ho scoperto che quel primo numero che mi aveva mandato i complimenti era di Brian Stann (ex campione WEC, fighter e commentatore UFC)”.

Killer Cub ha poi spiegato cosa questo significhi per lui e ha cercato di ripercorrere le emozioni che hanno caratterizzato quell’incontro:

“Ho dato davvero tutto per questo sport e ho cercato di difenderlo dal giorno in cui ho iniziato a praticarlo. Questo sport ancora non era popolare e non era nemmeno in televisione. Quando ho iniziato a combattere la gente pensava che io mi fossi messo di nuovo nei guai, come facevo continuamente da piccolo, e quindi ho sempre dovuto spiegare alle persone che le mma non fossero una rissa da strada ma un vero sport. L’ho sempre fatto durante tutta la mia carriera, con ogni persona che ho incontrato.

Ho dedicato quasi 20 anni a questo sport e questo piccolo riconoscimento è per me un grandissimo premio. E’ come se il mio sport mi stesse ringraziando.

La cosa strana di quell’incontro fu come mi guardavano tutti quanti i tifosi. Mi aiutavano ad uscire dall’arena, mi applaudivano e mi guardavano a bocca aperta. Io inizialmente non capivo, pensavo fosse solamente un incontro. Cioè, sapevo di aver dato tutto, ma allo stesso tempo non mi spiegavo perché tutti mi guardassero in quel modo. Era come se una persona famosa fosse entrata in una stanza e avesse catturato l’attenzione di tutti”.

Ci è voluto del tempo per realizzare cosa fosse realmente successo, come ha spiegato lo stesso Swanson:

“Penso che sia stata la battaglia perfetta, davanti al pubblico più grande che abbia mai visto. Molti fan mi scrivono e mi dicono che se mai dovessero avvicinare qualcuno al mondo delle MMA sceglierebbero di fargli vedere proprio questo incontro. Da una parte quindi potevo anche immaginare che avessero introdotto questo incontro nella HoF ma di sicuro non mi aspettavo che l’avessero fatto così presto.

Ovviamente però, le battaglie si combattono in due e il secondo protagonista di questa storia è il coreano Doo Ho Choi, al quale Cub Swanson ha dedicato bellissime parole:

“Spero tantissimo che lui sia lì [nel giorno della premiazione]. Vorrei moltissimo potergli stringere la mano e stare con lui per un po’ di tempo. Sono consapevole che non parla l’inglese però vi assicuro che non esiste alcuna barriera linguistica tra due persone quando c’è rispetto“.

Published
4 mesi ago
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Written by Alessandro Cioccolanti
Appassionato di pugilato da sempre, ho scoperto le MMA nel 2015 e da quel momento me ne sono innamorato. Il mio sogno è quello di poter contribuire con i miei articoli alla diffusione e alla crescita in Italia di questo bellissimo sport.

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