UFC: Mozharov ha un record falso, terremoto tra i matchmaker, ma lui si difende

Nei giorni scorsi uno scandalo ha colpito la UFC, che potrebbe portare alla luce un gigantesco problema fin ora passato sotto i radar: i record falsi. Alcuni mesi fa è stato aggiunto al roster UFC l’ucraino Askar Mozharov, che combatterà questa notte in UFC Fight Night: Volkov vs Rozeinstruik. Askar si è presentato con un record di 25 vittorie e 7 sconfitte. Nei giorni scorsi però, dopo un’indagine portata avanti dai siti Sherdog e Tapology, sono state scoperte molte incongruenze sul suo record ufficiale. Ad oggi, quest’ultimo è stato aggiornato a 19 – 12. Il record di Mozharov era quindi stato gonfiato di 6 vittorie e ridotto di 5 sconfitte.

Lo scandalo è nato da una revisione da parte degli editor del sito Sherdog, dove si trova uno dei database che racchiudono tutti i fighter di MMA al mondo con i loro rispettivi record. In Sherdog si sono resi conto di una incongruenza tra il record di Mozharov riportato da loro e quello all’interno di Tapology. Quella che è venuta fuori è una vera e propria frode sportiva.

Il caso Askar Mozharov

A raccontare l’intera vicenda è raccontata dall’editor associato di Sherdog Jay Pettry, anche proprietario del sito Fight Finder. Askar Mozharov in precedenza era conosciuto come Artur Shadakov, oppure Artur Shadkov, o anche Arthur Sadkov. Ha iniziato la sua carriera nelle MMA come Arthur Shadakov, collezionando tre sconfitte per sottomissione. A quel punto ha iniziato a costruire una carriera nei circuiti regionali in Ucraina, vincendo sette volte di seguito ma con fighter senza nessuna vittoria da pro, per alcuni è stato l’unico incontro di MMA. Quando poi è tornato ad accumulare sconfitte, ha deciso di cambiare nome, nel tentativo di nascondere molte delle sue sconfitte. Negli anni ha poi continuato dichiarando vittorie in eventi ai quali non ha mai partecipato, o di cui mancano le prove della loro esistenza.

Tutto ciò è venuto alla luce dopo il suo ingresso in UFC. Combatterà infatti questa notte contro Alonzo Menifield(19 – 12) a UFC Fight Night: Volkov vs Rozeinstruik. La sua permanenza nella compagnia a questo punto è tutt’altro che garantita. Nel frattempo però, ha dovuto rispondere ai microfoni dei giornalisti in vita dell’evento di questa notte.

Mozharov risponde alle accuse

Askar Mozharov, nonostante le sue scarse abilità con la lingua inglese, ha risposto alle accuse durante la press conference di UFC Vegas 56:

“Ho passato cosi tanto tempo dall’età di 18 anni combattendo da professionista, praticamente combattendo chiunque potessi. Non ho costruito il mio record o cose del genere, ma molti dei match che ho disputato sono stati in Cina. Quelle organizzazione non aggiungono gli incontri (nel record) dopo, quindi devi pensarci tu e fare in modo che li aggiungano e che ce li hai nel record. Questa situazione, negli ultimi sette, otto anni, nessuno l’ha mai menzionato. Nessuno ha detto niente. Adesso che arrivo nella promotion più grande, in UFC, penso che qualcuno o uno degli amministratori ha voluto farsi notare. È un po’ strano, no?

“A parte questo, è solo una situazione che ho avuto quando ho iniziato la mia carriera. Non stavo neanche combattendo in MMA e ho accettato alcuni incontri semi-pro. Non sapevo neanche che sarebbero stati contati nel mio record. È stato quando avevo il mio vecchio nome. Quando ho avuto un patrigno ho cambiato il mio cognome. Quindi c’è stata un po’ di confusione, ma mi sono concentrato sugli incontri e non su questi record. Non contano molto”

Ma queste dichiarazioni non bastano assolutamente a spiegare ciò che è successo, dato che gli editor di Sherdog e Tapology parlano di valanghe di email da parte del suo manager, nelle quali ha cercato invano di coprire tutto. Il colmo è stato un tentativo di negare una sconfitta inviando un poster fasullo in cui era stato sostituito Mozharov con un altro fighter.

 

Poster fasullo ricevuto da Jay Pettry da parte dei manager di Mozharov

Fino a ieri Jay Pettry scriveva su Twitter:

“Oggi, Askar Mozharov ha scritto su Instagram di essere stato ‘incastrato’ e che siti come Sherdog lo hanno ‘tradito’. Negli ultimi 3 anni, sono arrivate 51 email a Fight Finder sul signor Mozharov. Solo nove sono state su risultati legittimi/informazioni”.

 

È un campanello d’allarme per la UFC?

Un fatto del genere potrebbe mettere le basi per una revisione totale dei curriculum di moltissimi fighter, perché il caso di Mozharov potrebbe non essere così raro. I record di moltissimi lottatori sono infatti costruiti in promotion piccole, spesso in Est Europa e all’oscuro dalle commissioni americane. Sono tantissime le promotion di sport da combattimento al mondo, alcune più serie, altre che permettono spettacoli imbarazzanti come un peso massimo contro 2 pesi piuma. La differenza tra incontri professionistici e amatoriali risulta molto labile e spesso contestata. Molti fighter cambiano nome per iniziare un record da 0, ad altri basta sfruttare gli alfabeti diversi per cambiare la traduzione. Di chi ci si può quindi fidare?

A parlarne apertamente è stato l’ex editor italiano di Tapology Al Zullino, su Twitter:

“Il problema? Ce ne sono tanti. Prima di tutto la mancanza di commissioni in quasi tutto il mondo. Se non chi sono supervisioni, i promoter fanno quello che vogliono. Cosa che porta al secondo problema principale: dozzine di regole diverse. Come fai a definire gli incontri professionistici quando ci sono così tante varianti?

Non potete immaginare quante richieste ricevono ogni giorno per questi motivi. Fighter che accettano incontri ma dopo che hanno perso [dicono]: ‘Per favore, togli quella sconfitta dalla mia pagina, era un incontro SEMI-PRO’. Ma che cosa significa semi-pro? Se vincono però, tengono la bocca chiusa, naturalmente”

Sicuramente, un fatto del genere non passerà inosservato dai matchmaker UFC. La speranza è che sia un caso isolato, e che non sia appena stato aperto il vaso di pandora dei record truccati.

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Published
6 mesi ago
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Written by Giorgio Daino
Amante delle arti marziali, seguo le MMA da quando ero un bambino. Il mio obiettivo è di far conoscere agli italiani uno degli sport più esaltanti e adrenalinici del mondo. Ho una cintura marrone di Karate, qualche anno di Kickboxing alle spalle e dei maldestri tentativi di imparare il Jiu Jitsu.

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