Jiri Prochàzka ha battuto? No. L’arbitro Mark Goddard spiega cos’era quel “tap”

Jiri Prochàzka è il nuovo campione dei pesi massimi leggeri UFC, dando vita, insieme a Glover Teixeira, ad uno dei match di MMA più esaltanti e folli della storia della UFC. Entrambi sono arrivati vicinissimi alla finalizzazione, ed entrambi hanno saputo ribaltare la situazione in un attimo, più e più volte.

In un match già folle di suo, i fan hanno notato qualcosa di strano da parte di Jiri Prochàzka. Più di una volta sembra aver battuto con la mano, segno universale di resa. Non erano dei “tap” che potessero realmente far pensare ad una resa, ma in molti si sono chiesti cosa fossero. In particolare se ne possono notare uno nel primo e uno nel secondo round:

La spiegazione più semplice, e più ovvia, e che questo fosse un modo molto strano e molto rischioso di congratularsi con Glover per averlo messo in quella posizione. È da escludere infatti il cosiddetto “Brazilian tap”, cioè l’azione di battere durante una sottomissione ma in modo impercettibile, così da far allentare la presa all’avversario ma non far notare il tap all’arbitro, e da uscire dalla sottomissione.

A togliere ogni dubbio è stato anche l’arbitro del match, Mark Goddard. Per l’arbitro non c’è stato dubbio che quelle fossero semplicemente della pacche di congratulazioni. Lo stesso Mark ha però avvertito Jiri che era una cosa molto rischiosa da fare:

“[Risate]. Jiri si stava, in realtà, congratulando e incoraggiando il suo avversario! Lo ha fatto un paio di volte e gli ho detto che era un gioco rischioso [risate]! Ma è molto chiaro cosa stesse facendo e intendendo. Celebriamo l’incredibile scontro per entrambi i signori”.

Messa da parte quindi la questione “tap”, non ci resta che celebrare due uomini che hanno dato grandissimo spettacolo sabato notte, mettendo la ciliegina sulla torta su UFC 275, un evento assolutamente eccezionale.

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2 mesi ago
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UFC
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Written by Giorgio Daino
Amante delle arti marziali, seguo le MMA da quando ero un bambino. Il mio obiettivo è di far conoscere agli italiani uno degli sport più esaltanti e adrenalinici del mondo. Ho una cintura marrone di Karate, qualche anno di Kickboxing alle spalle e dei maldestri tentativi di imparare il Jiu Jitsu.

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