UFC Austin, il recap: mai più senza pubblico

Sarà la presenza del pubblico, ma si inizia a notare un pattern evidente. Le card lontano dall’Apex continuano a regalare uno spettacolo tale da compensare la pochezza di alcune delle Fight Night – e di alcuni pay per view – primaverili. UFC Austin non ha fatto eccezione. Ecco com’è andata, dal primo all’ultimo match!

Roman Dolidze vs Kyle Daukaus

Autore di una delle vittorie più brutte del 2021 (una decisione unanime contro Laureano Staropoli che ha condotto anche l’appassionato pubblico dell’Apex tra le braccia di Morfeo), Dolidze torna alla grande, stoppando un fighter in ascesa. Daukaus, favorito e non di poco, abbassa la guardia e va giù dopo un gancio del georgiano. Durante una fase di clinch a parete, Dolidze ci risparmia i flashback del match con Staropoli e riesce a mettere una gran ginocchiata al volto di Daukaus. Una giocata rarissima per Dolidze, una distrazione pagata cara da Daukaus.

Phil Hawes vs Deron Winn

Difficile trovare due fisici così diversi nella stessa classe di peso. Quello che Hawes e Winn hanno in comne è un background di wrestling collegiale di assoluto prestigio. Nel primo round non c’è paragone, Hawes mette 69 colpi significativi e controlla la distanza con jab e gomitate, come si dovrebbe fare contro Winn. Nel secondo round No Hype aggiunge i calci, e nonosrtante qualche buon momento di Winn Herb Dean deve fermare il match. Winn mostra tanto cuore ma per l’ennesima volta tutti si pongono domande più che legittime su come un fighter di 167 cm possa combattere nei medi. Spezziamo comunque una lancia a favore di Hawes, autore della sua migliore prestazione in UFC.

Cody Stamann vs Eddie Wineland

C’è vita sul pianeta Stamann! Dopo tre sconfitte di fila (Jimmie Rivera, Merab Dvalishvili e Said Nurmagomedov) Cody dimostra di poter essere un problema per molti quando è in fiducia e fa andare le mani, come ha spiegato nel post match. A tratti intimidito dagli scambi a corta distanza, The Spartan accetta di scambiare a viso aperto con Wineland e alla fine ha ragione.

Maria Oliveira vs Gloria De Paula

Nel giudicare lo striking, la qualità dei colpi è più importante della quantità. O almeno, dovrebbe essere così. Non è stato questo il caso, con Oliveira tanto aggressiva (apre con una ginocchiata saltata) quanto imprecisa. I giudici sono impressionati, nonostante de Paula abbia messo a segno i colpi migliori e un paio di proiezioni.

Ricardo Ramos vs Danny Chavez

Sarà il pubblico a caricare gli atleti, sarà che semplicemente abbiamo dei prelims pazzeschi, ma arriva un altro KO al primo round, probabilmente il più bello. Ramos, dopo qualche calcio in girata (tre o quattro nel primo minuto, non molti per la media per il brasiliano), legge perfettamente il movimento di Chavez, che abbassa il braccio destro e viene colpito alla tempia. Una gomitata perfetta, alla Calvin Kattar. Uno di quei KO in cui è evidente il profondo studio dell’avversario, anche perché non è la prima volta che Ramos finisce un match in questo modo.

Court McGee vs Jeremiah Wells

Non sarà il più bello da vedere, non sarà quello più versatile o quello con più esperienza, ma Jeremiah Wells è alla terza finalizzazione in tre incontri UFC. Questo è arrivata al primo round, contro un atleta esperto e difficilissimo da finalizzare. Fa impressione la potenza generata da Wells anche quando è in estensione e l’avversario si sta allontanando.

Jasmine Jasudavicius vs Natalia Silva

Un po’ come Oliveira, Jasudavicius non perde fiducia nonostante i pochi colpi a segno. Ma i calci di Silva e la sua maggiore varietà nei colpi premiano la brasiliana. Il controllo a parete ingrigisce la prestazione di queste due atlete in una serata piena di incontri e finalizzazioni memorabili.

Adrian Yanez vs Tony Kelley

Kelley, che anche questa volta non perde occasione di farsi degli amici, sembra partire bene, ma Yanez sta solo preparando il terreno per l’ennesimo KO. Dategli un top10, grazie.

Julian Marquez vs Gregory Rodrigues

Non è la prima volta che Marquez dimostra di avere un mento di assoluto livello, ma Robocop lo punisce trovando quasi a piacimento il modo di aggirare la sua guardia. Per Marquez, vittima di uno stop un po’ tardivo, il salto di qualità è rimandato.

Damir Ismagulov vs Guram Kutateladze

La sfida tra imbattuti premia il kazako, mentre Kutateladze paga i takedown non messi a segno nell’equilibratissimo terzo round. Ancora una volta ci rendiamo conto dell’impressionante profondità dei pesi leggeri UFC. Match di altissimo livello, entrambi sembrano materiale da top 5 (come una decina di altri atleti).

Joaquin Buckley vs Albert Duraev

Alcuni fighter fanno più impressione quando dominano un avversario per diversi minuti di quando lo mandano KO in pochi istanti. Buckley è uno di quei fighter, e sembra proprio che abbia svoltato. Più calci, più pazienza e una difesa dai takedown migliorata esponenzialmente nel giro di pochi mesi. Occhio.

Tim Means vs Kevin Holland

Means non sarà nel fiore degli anni, ma veniva da tre vittorie di fila. Holland scambia a corta distanza e fa un match non da lui, ma quando manda a terra Means lo finalizza con una D’Arce fulminea. Quando un fighter vince in modo inaspettato è sempre un buon segno. Una vittoria di Holland non tipicamente da Holland. La vigilia, invece, è stata in pieno stile Trail Blazer.

Calvin Kattar vs Josh Emmett

Un ultimo atto divertente anche se non all’altezza dello spettacolo che lo ha preceduto. Uno degli incontri più equilibrati dell’anno premia Emmett, che mette tanti colpi sulla guardia di Kattar. Ma quando il rumore di quei colpi riecheggia per tutta l’arena, è difficile che il match vada in un’altra direzione. Con Volkanovski (o Holloway) alla ricerca di nuovi avversari, lo statunitense è ad una vittoria dalla titleshot UFC.

 

Published
2 mesi ago
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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