UFC, Brian Ortega: “Se battessi Volkanovski non mi sentirei campione, ecco perché”

  • UFC – Il rinvio del co main event di UFC 260 non solo non ha intaccato la fame di titoli di Brian Ortega, ma potrebbe servirgli da ulteriore motivazione per il suo “vero obiettivo”.

Prima del rinvio, T – City aveva concesso un’intervista a Brett Okamoto di ESPN. In un’intervista relativamente piatta Ortega ha rivelato che strappare la cintura ad Alexander Volkanovski non basterebbe a farlo sentire campione. C’è una sconfitta che va vendicata:

La sconfitta con Max Holloway? Ci ho pensato molto ultimamente. Ok, vinci, sei il campione, ma c’è un uomo che ti ha battuto. Non mi sentirei campione al 100% se non avessi quel rematch. Lui ha quello sul curriculum: è stato il primo a battermi, è una cosa che nessuno potrà mai portargli via. Dobbiamo mettere a posto le cose. Comunque sarebbe fantastico strappare il titolo a Volkanovski, non gli voglio mancare di rispetto. Ha battuto due volte Holloway, nonostante quello che si dice.

Sarebbe fantastico vincere il titolo e dire “Ok, missione compiuta, ti sei detto che avresti vinto questa cintura e lo hai fatto, complimenti”. Adesso f*****o questa cintura, voglio Max. Sono un fighter. Credo che sia stato lui a dire una cosa tipo “Mi batti una volta, voglio combattere di nuovo. Battimi due volte, vorrò combattere altre 80 volte finché non ti batto” e quella è esattamente la mia stessa mentalità. Mi batti 20 volte, vorrò combattere la ventunesima. Sono testardo, competitivo, chiamatelo come volete, ma ho quel fuoco dentro di me che mi ha portato ad avere successo in palestra.”

Ortega però non sta minimamente sottovalutando Volkanovski, come si può ascoltare nell’intervista qui sotto. Ma la sua voglio di rifarsi contro Holloway è assolutamente comprensibile. Quantificare il peso della sconfitta di UFC 231 non è facile. Ortega aveva collezionati scalpi di veterani (Diego Brandao, Clay Guida, Renato Carneiro, Cub Swanson e Frankie Edgar) grazie ad un BJJ di altissimo livello abbinato ad una boxe pulita e potente. In quel momento Holloway era già considerato uno dei migliori pesi piuma di sempre ma T – City sembrava davvero in gradi di detronizzare Blessed. Le cose non andarono proprio così. Il match venne vinto da Holloway dopo uno stop medico, uno scenario raro per un match titolato, ma facile da capire viste le condizioni del volto di Ortega.

Per il californiano arrivò una pausa di due anni, segnata da problemi di salute e da un grande lavoro di beneficienza che fa sempre piacere sottolineare (qui il sito della sua fondazione). Ovviamente la chiamiamo pausa per modo di dire, visto che Ortega non ha smesso di lavorare e i risultati si sono visti contro Korean Zombie a UFC Fight Night 180.Una scintillante esibizione di striking contro un veterano di indiscutibile valore, che non ha lasciato dubbi sul nome del prossimo sfidante per la cintura delle 145 libbre.

Se Ortega dovesse effettivamente diventare campione il prossimo passo sarebbe logico, non solo per le sue aspirazioni di rivalsa ma anche perché dopo l’indescrivibile prestazione di Holloway contro Calvin Kattar nel primo evento dell’anno è ovvio che l’hawaiiano sarà il prossimo contendente. Sempre che Henry Cejudo non abbia da ridire.

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1 anno ago
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Written by Gabriele Biasotto
24 anni. Conscio dell'immenso beneficio che le arti marziali e gli sport da combattimento hanno avuto per me voglio fare la mia parte per diffondere queste discipline nel modo corretto.

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