UFC, GSP: “Ai fighter che mi chiedono consigli direi ‘cercati un vero lavoro, è meglio’…”

UFC – Ospite al The Joe Rogan Experience, l’ex campione welterweight e middleweight della UFC Georges St-Pierre (dopo i consigli a Conor McGregor) ha dato un consiglio a tutti i giovani fighters che vogliono approcciarsi a una carriera nelle MMA .

L’ex-campione dei pesi welter e dei pesi medi della UFC si allenato per tutta la vita alla Tristar Academy a Montreal. A quattro anni dal suo ritiro, ha raccontato il suo strano rapporto con la palestra.

 

“Per me, uno dei miei posti  dove sono più felice, ma anche più triste, è la palestra. È il posto dove mi trovo più felice perché lì è dove pratico gli sport che amo, perché amo allenarmi, amo la scienza del combattimento.

“Allo stesso tempo, è anche il più triste perché, dopo gli allenamenti, c’è sempre qualcuno che viene da me in cerca di qualche consiglio. A loro do sempre dei consigli riguardanti il combattimento. Ma per la maggior parte di loro, il mio consiglio sarebbe: «Amico, dovresti appendere i guantini al chiodo e trovarti un vero lavoro. Perché ho già visto questo film e non finisce molto bene». Purtroppo, se dicessi loro la verità, si arrabbierebbero moltissimo con me, dandomi del geloso e dell’arrogante.”

Quando sei un fighter famoso e di successo come GSP, è molto comune l’approccio di moltissimi genitori che insieme ai loro figli ti domandano di tutto per la loro carriera. Purtroppo per loro, dal campione non ricevono la risposta desiderata.

“Ogni volta dico sempre la stessa cosa, li deludo sempre. Chiedo: «la scuola come va?». «Non mi piace molto» mi rispondono i bambini.

“Ogni volta consiglio: «Restate a scuola. Comportatevi bene. Continuate ad allenarvi, non può farvi altro che bene. Ma non potete mettere tutte le uova nello stesso paniere». E i genitori mi guardano sempre con gli occhi spalancati.”

Secondo ufcstats.com, nei suoi 13 anni in UFC, St-Pierre ha assorbito 497 colpi. Il numero si incrementa ancora di più se si aggiungono tutti i colpi subiti durante gli allenamenti in palestra. Essendo a conoscenza dei danni causati dalle concussioni cerebrali, GSP si ritiene fortunato ad essere nella forma nella quale si trova.

“Potrei avere qualche danno cerebrale, ma finora, credo di stare bene. Tuttavia, non è garantito che in futuro non avrò qualche problema. Fino ad oggi, tutto bene. Non credo di avere qualche problema. Ma ho incontrato molti dottori, perché, per me, la salute è la cosa più importante che ho. E non ci sarà mai un dottore che ti dirà che fa bene tornare a combattere. C’è sempre qualche rischio.”

St-Pierre ha continuato dando la sua opinione riguardo i fighters che tirano troppo a lungo la loro carriera.

“È triste. Vedo molti atleti, vanno avanti per troppo tempo con questo sport. Voglio dire, ognuno ha una ragione differente per combattere. Io stesso combatto, non perché mi piaccia combattere, ma perché mi piace vincere, immagino, più di quanto odio perdere. Per questo motivo ero tornato a combattere.

“Questi ragazzi  continuano a combattere e mi chiedono cosa ne penso. «Se fossi stato io, mi sarei ritirato già da molto tempo» rispondo. Perché c’è il momento in cui sei al picco della tua forma, ma quando lo hai sorpassato, cosa succede? Vai a rovinare tutta la tua legacy. Se lo fai perché ami combattere o hai bisogno di soldi, non c’è problema. È una tua scelta. Ma è una cosa veramente triste.”

All’apice dei suoi anni, GSP era accusato di essere troppo cauto nei suoi incontri e di combattere in maniera troppo sicura. La sua risposta a questo è stata che lui ha sempre visto la sua carriera come una maratona, e questa è una cosa che molti atleti si dimenticano.

“Ero accusato di essere noioso perché non mi prendevo abbastanza rischi. Ma perché dovrei prendermi dei rischi se sto vincendo l’incontro. Perché mai dovrei prendermi uno stupido rischio e poter dare al mio avversario la possibilità di sferrare un colpo che mi può mandare al tappeto? È compito suo quello di prendersi il rischio.

“Se sei un vero artista marziale, questa cosa la capisci. Ma se stai guardando un incontro perché vuoi essere intrattenuto, non lo potrai mai capire. E poiché viviamo in un mondo di intrattenimento, purtroppo è così che vanno le cose.”

 

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1 anno ago
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