UFC, TJ Dillashaw sull’EPO: “Il mio corpo non ce la faceva più…”

UFC – La carriera di Tyler Jeffrey Dillashaw è davvero impressionante quando la si vede nero su bianco.

17 vittorie e 3 sconfitte nei pesi gallo, e 2 sconfitte su 3 sono split decision. 2 regni da campione e 3 difese titolate. Sabato 22 ottobre affronterà Aljamain Sterling per il titolo dei pesi gallo, un titolo che non ha mai perso nell’ottagono.

C’è però una macchia che difficilmente andrà mai via dalla sua carriera e che non smetterà mai di far parlare: la sua sospensione dopo essere risultato positivo all’antidoping. Dopo aver provato a conquistare il titolo dei pesi mosca contro Henry Cejudo (perdendo per TKO in 32 secondi) è risultato positivo all’EPO, venendo sospeso per 2 anni dalla commissione atletica di New York.

Dillashaw è voluto tornare sulla questione, raccontando cosa ha passato in quel periodo e cosa gli ha fatto prendere quella decisione:

L’ho presa per tornare a essere me stesso. Ero un guscio. Avrei dovuto essere l’uomo più tosto del pianeta. Stavo scendendo in una categoria di peso in cui il mio corpo non mi permetteva di andare. Completamente anemico, 6-8 settimane prima dell’incontro. Non volevo alzarmi, non volevo allenarmi, mi sembrava non ce l’avrei fatta per l’incontro più importante della mia vita. Quindi ho preso una medicina per l’anemia che sapevo di non poter prendere, ma sapevo che mi avrebbe rimesso in piedi, per l’incontro che volevo.

Ho confessato tutto, mi sono preso le mie responsabilità su tutta la situazione, –

So che non dovevo farlo, ma…stavo inseguendo qualcosa che avrebbe sistemato le mie tasche per sempre, che avrebbe cementato la mia legacy, qualcosa che il mio corpo non mi lasciava fare ma la mia mente voleva. Solo il mio ego, vero? Solo il mio ego che diceva ‘cazzo, sono il migliore, riuscirò a farcela’.

Penso che sia per questo che abbia ammesso tutto così in fretta, ho ammesso tutto prima ancora che fosse annunciato perché volevo mettermi tutto alle spalle il prima possibile. Sapevo che sarebbe stato un processo in ogni caso. Sapevo le derisioni che avrei subito, ma per me era il modo migliore per mettermi tutto alle spalle. Era come andare dal terapeuta e sfogarmi.

Ma come abbiamo detto prima, la questione non smetterà mai di far discutere. E una delle accuse che più gli sono arrivate, come a tutti gli atleti che risultano positivi, è l’accusa di aver sempre fatto uso di sostanze dopanti, per tutta la sua carriera. L’ex campione ci ha tenuto a rispondere a questo tipo di critiche:

È molto facile zittire quelle cose. Basterebbe il fatto che sono stato uno degli atleti più testati in UFC. Basta usare un po’ di logica, mi sono scordato come si fa a imbrogliare e mi hanno beccato? Voglio dire, se ho imbrogliato per tutti quegli anni, ho deciso di non farlo allo stesso modo?

Trova conferma la sua affermazione sull’essere uno degli atleti più testati dall’USADA.

E le accuse sono arrivate anche dal suo avversario e attuale campione: Aljamain Sterling lo ha apertamente accusato di usare tuttora sostanze dopanti.

Penso che stia semplicemente cercando scuse, ha paura dell’incontro, –

Sapere che di fronte ha un uomo che molto probabilmente lo manderà KO. Ed ecco la scusa per la sua sconfitta, perché ha perso contro un dopato. Ma vi assicuro che sono pulito.

D’altronde Dillashaw ha anche detto che la USADA ha preso tutti i suoi precedenti campioni di sangue prelevati per analizzarli di nuovo e non ha trovato irregolarità. La sua storia sembra quindi trovare riscontro in tutto, almeno per adesso.

Rimane solo la prova del 9 dentro l’ottagono dunque, a UFC 280: una card che vedrà l’attesissimo match titolato tra Charles Oliveira e Islam Makhachev come main event.

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2 mesi ago
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Written by Viljar Ujkaj
Studente di Scienze Politiche all'Università di Pisa, avido fan di MMA dal 2010. La mia missione è contribuire il più possibile allo sviluppo e ad un'informazione corretta di questo bellissimo sport in Italia. Pugile a tempo perso, cintura bianca di BJJ, cintura nera in pignoleria.

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