UFC, Dana White fermo sul discorso vaccini: “Nessun fighter sarà obbligato a farlo”

UFC – Dana White e la sua promotion sono stati chiari sin dall’inizio. Non ci sarà nessuna regola che obbligherà i fighter ai vaccini per competere negli eventi UFC. Se ne è parlato proprio in riferimento all’ultimo evento UFC 265 e in particolare al caso di Amanda Nunes che ha mancato l’appuntamento proprio a causa dell’infezione da Covid-19 contratta più di una settimana fa.

White si è sentito in dovere di dichiarare, anticipando le domande dei giornalisti, che al di là del caso specifico della Nunes, nessuno si dovrà sentire obbligato a vaccinarsi. Qualora un fighter verrà trovato positivo al test, semplicemente il match verrà annullato e posticipato a data da destinarsi.

Ecco le sue parole alla rivista TSN:

“Mai dirò a un altro essere umano cosa fare del suo corpo. Sta alla gente decidere di vaccinarsi, è una loro scelta. Non mi sentirete mai dire che obbligherò i fighter a vaccinarsi. Non succederà mai”.

La dichiarazione di UFC nella persona di Dana White, arriva proprio nel momento in cui in molte aziende, enti privati e amministrazioni pubbliche, hanno deciso all’obbligo vaccinale per far continuare i loro lavoratori a svolgere le mansioni. Negli USA la variante Delta del virus si sta ormai diffondendo a colpi di 100 mila casi al giorno, e lo stesso presidente Biden ha affermato, tramite l’immunologo Fauci, come questa sia l’ondata dei NON vaccinati.

Questi “non vaccinati” sarebbero solo in piccola parte quelli che per causa di forza maggiore non hanno potuto ancora godere della medicina. In realtà per la stragrande maggioranza dei casi si tratterebbe di individui che hanno personalmente deciso di evitare la somministrazione per motivi che vanno oltre gli impedimenti fisici o circostanziali.

La situazione in tutti i paesi in particolare negli USA, è delicata e chi si trova al vertice di grandi collettività sta prendendo decisioni al riguardo. Netflix ad esempio obbligherà alla vaccinazione, NFL ovvero la famosissima lega di football americano, non lo farà seppur mettendo delle regole altamente penalizzanti per i team che saranno costretti a cancellare le partite a causa di eventuali diffusioni del virus al loro interno.

In generale in tutti gli stati del mondo, perlomeno quelli occidentali, si è data “l’opportunità” di armarsi di un Green Pass che attesterà le vaccinazioni, tuttavia senza il quale si potrà fare molto poco riguardo a partecipazioni in attività di gruppo: dal cinema, agli stadi, alle palestre, ai ristoranti, a tutte le situazioni in cui più persone si trovano a stare vicine insieme.

È quella che viene definita “moral suasion”, uno spingere in modo indiretto e passivo le persone a cautelare sé stesse e le altre con cui hanno a che fare da più o meno probabili casi di rapido contagio. Sul fatto che tali ordinanze si possano sorreggere su presupposti giusti o sbagliati, è una questione che questo articolo non ha intenzione di trattare.

Per ritornare a Dana White e UFC, il problema sembrerebbe sorgere qualora quelle strategie di “moral suasion” investano New York e il prossimo grande evento al Madison Square Garden del 6 novembre. L’organizzazione di tale evento potrebbe saltare e con sé anche i grandi match in programma: da quello di Usman vs Covington, a quello di Rockhold vs Strickland, fino al caldissimo Gaethje vs Chandler. Sarebbe veramente un peccato.

Leggiamo al riguardo le parole del boss:

“Non lo so, bisognerà vedere lì per lì. Per quanto mi riguarda, io procederei in normalità senza distanziamento sociale e mascherine. Sono pronto a tutto e non mi interessa molto quello che gli stati vogliono fare al riguardo”.

E conclude dicendo:

“Se servirà ci sposteremo. Se non si potrà andare in Inghilterra, si andrà a Las Vegas, se non si potrà andare a New York ci sposteremo dunque da qualche altra parte. Così faremo”.

 

Risolute le parole di White nel mostrare un atteggiamento di reazione a tutto quello che sta succedendo. Per quanto il mondo dica “no” e imponga regole, lui vuole andare avanti con il suo business e la programmazione degli eventi che tra l’altro sembrano essere uno più bello dell’altro. Menefreghismo verso quello che sta succedendo nel mondo o lucida spinta vitale nel continuare con la propria esistenza?

E voi che ne pensate di come Dana White sta affrontando la situazione? Siete d’accordo con lui? Fatecelo sapere con moderazione nei commenti.

Written by Angelo Cenni
Caporedattore di TWISTERMMA.IT, seguo le MMA praticamente fin dall'inizio perché mi piace veder il sangue che scorre. Però solo per questioni evolutive. Sì, anche perché amo la volontà di potenza.

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