Ora è ufficiale: Khabib Nurmagomedov si è ritirato. Ci sarà mai nessuno come lui?

Khabib Nurmagomedov si è ufficialmente ritirato. Niente 30-0, come chiarito dal presidente UFC Dana White: “The Eagle” si ritira dunque con un perfetto score di 29-0, costruito ad inizio carriera con qualche match poco impegnativo – come molti suoi colleghi più o meno illustri, anche italiani – e cementificato con sfide epiche contro atleti di primissima fascia in UFC.

La lista dei grandi avversari sconfitti è lunghissima, da Justin Gaethje a Dustin Poirier, passando per Conor McGregor, Rafael Dos Anjos, Edson Barboza, Al Iaquinta e Michael Johnson. Tutti affrontati nel loro prime, nel loro massimo momento di forma se si esclude RDA e un “Notorious” arrivato sì in ottima condizione al match ma mentalmente devastato dalla glacialità di un Khabib Nurmagomedov che lo ha annichilito anche sul campo dello striking.

Un atleta divisivo, Khabib, lo si ama o lo si odia: una personalità particolare, valori importanti e un concetto di famiglia talmente radicato che lo ha portato a soffrire enormemente per la morte del padre Abdulmanap e a ritirarsi dopo il match con Justin Gaethje per via di una promessa fatta alla madre. Un carattere forte, umile ma mai domo, come dimostra l’orrenda rissa post-UFC 229 che fu, di fatto, uno dei pochi momenti negativi moralmente parlando per il daghestano. Per il resto, il rispetto assoluto di ciò che è e ciò che rappresenta per il suo popolo, per la sua etnia, per la sua terra, per il suo sambo, è stato tutto da traino per fare arrivare Khabib Nurmagomedov fin dove è arrivato.

Un atleta con un sambo mostruoso, che ha saputo evolversi anche come striker mettendo in pratica una boxe forse basilare, ma pulita e con ottimi tagli in diagonali sull’accorciamento della distanza. A ciò si è poi unito l’ottimo lavoro sul wrestling fatto con il compagno di team e grande amico Daniel Cormier, che lo ha preso sotto la sua ala protetttiva all’AKA facendogli da fratello maggiore. Lodandolo e sostenendolo, alle volte, cazziandolo pesantemente quando, in alcune circostanze, snobbava o denigrava i suoi ex avversari.

Figlio di una scuola vecchio stile, quella daghestana, e bambino prodigio che lottava con gli orsi a meno di 10 anni: un lavoro tecnico, quello del primo Khabib – sia pre-UFC che primi incontri nella promotion – che è tutta farina del sacco di Abdulmanap Nurmagomedov, che lo ha forgiato come uomo e come atleta e che è stato il faro nella vita dell’ex campione pesi leggeri.

Una istituzione, Nurmagomedov senior, in tutto il Daghestan, e che ha formato altri atleti di indubbio valore come Muhammad Nurmagomedov – ex WSOF, PFL e oggi in UFC -, Rustam Khabilov, Abubakar Nurmagomedov, Sultan Aliev, Umar e Usman Nurmagomedov e soprattutto Islam Makhachev, candidato numero uno a prendere il posto di Khabib in UFC se non altro per una similitudine estrema di stili e approccio.

Makhachev che, in realtà, sembra un po’ più portato per le fasi di striking e probabilmente più esplosivo nel wrestling a centrogabbia: paga, rispetto a Khabib, un controllo dell’avversario minore a terra ed un ground and pound meno martellante ed asfissiante. Ciò nonostante, sia per i coach dell’AKA che per il defunto Abdulmanap, il buon Islam era l’atleta designato per prendere il posto di “The Eagle” e che, stando alle parole dell’head coach del camp Javier Mendez, è l’unico atleta ad aver sconfitto Khabib anche solo in dei round di sparring. Da capire non solo se riuscirà a prenderne il posto, ma anche se riuscirà a capitalizzare così bene l’attenzione di media e fan. Soltanto il futuro potrà dircelo, ma nel frattempo ci sembrava lecito e corretto dare il nostro arrivederci ad una leggenda di questo sport, divisivo ma dominante nel bene e nel male e che, scommettiamo, verrà introdotto nella Hall of Fame UFC già quest’anno o al massimo l’anno prossimo.

 

 

Published
1 anno ago
Categories
Storie di MMAUFC
Comments
No Comments
Written by Massimiliano Rincione
Fondatore di TwisterMMA.it. 29 anni ad agosto, scrivo di MMA dal lontano 2015, ed ho passato 5 anni a curare le sezioni "UFC" e "MMA" di Fox Sports.it. Mi divido tra mixed martial arts e calcio, per cui scrivo collaborando con Tuttomercatoweb. Sono una (pessima) cintura bianca di BJJ, una blu di kickboxing ed un ex amateur pieno contatto di MMA. E sono anche super saccente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: